Opere di necessità e misericordia


La Confessione di Fede di Westminster (potete comprare la vostra copia qui: https://www.federiformata.com/shop), nel Capitolo 21, Il Culto Religioso ed il Giorno del Sabato, Paragrafo 8, insegna ciò che segue:

Questo Sabato è consacrato a Dio quando gli uomini, dopo aver debitamente preparato i loro cuori e dopo aver sistemato in precedenza le loro faccende quotidiane, non solo osservano un santo riposo, tutto il giorno, da lavoro, parole e pensieri riguardo impegni e ricreazioni mondani, ma dedicano tutto il loro tempo all’esercizio pubblico e privato del proprio culto, oltre che ad opere di necessità e misericordia.”


Cosa sono i doveri o le opere di necessità e misericordia?

Alcune considerazioni:


1. I teologi di Westminster divisero il “fare il bene” tra “opere di necessità e di misericordia”.

2. Per necessità, i discepoli colsero spighe e ne mangiarono di sabato (Matteo 12:1)

3. Per necessità, i sacerdoti lavoravano anche al sabato, presenziando davanti al Signore (Matteo 12:5)

4. Per misericordia, Gesù disse che un animale sarebbe stato salvato se fosse caduto in una fossa, anche se di sabato (Matteo 12:11)

5. Per misericordia, Gesù curò la mano paralizzata di un uomo (Matteo 12:13)

6. Per misericordia, Gesù curò una donna che soffriva da 18 anni di sabato (Luca 13:12)

7. Per misericordia, Gesù disse che un animale doveva esser sciolto dalla mangiatoia per essere condotto a bere, anche se di sabato (Luca 13:15)

8. Per misericordia, Gesù curò un uomo che soffriva da 38 anni, di sabato (Giovanni 5:9)

9. Per misericordia, Gesù curò un cieco dalla nascita di sabato (Giovanni 9:14)

Thomas Ridgeley, puritano inglese, nato 18 anni dopo l’Assemblea di Westminster, scrisse un commentario al Catechismo Maggiore di più di 1300 pagine. Sull’espressione “opere di necessità e di misericordia”, egli scrisse quanto segue:


Dobbiamo considerare, inoltre, quali siano le opere di misericordia che devono essere fatte in quel giorno, come visitare e curare i malati, aiutare i poveri, fornire cibo e acqua al bestiame e ad altre creature irrazionali. Questo ha giustificato il nostro Salvatore nelle sue azioni, e lo illustrò affermando la necessità di salvare una pecora che era caduta in una fossa (Matteo 12:10-13). Quando, dunque, difendiamo la legittimità della realizzazione di opere di necessità e misericordia nel giorno del riposo, dobbiamo prendere alcune precauzioni: per prima cosa, la necessità dev’essere reale, non fittizia, fatto di cui Dio e la nostra coscienza sono giudici; secondo, se pensiamo di essere chiamati a fare qualcosa di necessario che ci obblighi a mettere da parte il nostro impegno con gli ordini di Dio nel giorno di riposo, che questa necessità non sia collocata in noi da qualche peccato commesso, il che ci mette nella posizione di essere giudicati dalla mano di Dio; e che il motivo che ha reso necessaria la nostra assenza sia a causa di una sottomissione, e non per scelta personale o piacere.” (Commentary on The Larger Catechism, vol.2, p.357)

Dunque, sulla base del testo biblico e della spiegazione di Thomas Ridgeley, concludo che “fare il bene” significa fornire alimenti, lavorare nella chiesa, salvare vite, curare gli ammalati e partecipare, per sottomissione alle autorità, a convocazioni obbligatorie da parte di superiori.


Rev. Ageu Magalhães

Articolo originale: http://resistenciaprotestante.blogspot.com/2018/07/sobre-obras-de-necessidade-e-de.html

Traduzione Paini Alessia @FedeRiformata.com

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