Perché Dio usò Sansone?

Qual è il parametro usato da Dio quando decide di rivestire con il Suo Spirito persone come Sansone? A prima vista, la connessione tra l’essere ‘rivestiti dallo Spirito’ e la ‘pietà’ di colui che Lo riceve non è presa in considerazione nel caso di Sansone. Come potrebbero gli altri, quelle persone che cercano diligentemente l’unzione di Dio attraverso una vita timorosa, divina e santa, comprendere il rivestimento dello Spirito nella vita di Sansone? Per tradizione, teologi e guide spirituali preferiscono promuovere solo alcuni tratti della vita di Sansone per giustificare questa unzione. Tra gli esempi classici troviamo l’uccisione dei filistei e la distruzione eroica del tempio di Gaza. Considerando che i filistei sono sempre stati “nemici” del popolo di Dio, si può dire che Sansone abbia liberato il popolo di Israele mediante la sua morte sacrificale, e questa sembra una buona giustificazione.


Tuttavia, anche se volessimo prendere questa come la verità dietro all’unzione di Sansone, una lettura più approfondita della narrativa pone il lettore di fronte a questioni che rifiutano sistematicamente tale conclusione. Come spiegare, ad esempio, il ripetuto atteggiamento di disprezzo e beffa di Sansone riguardo agli obblighi derivanti dal suo voto nazireo? Toccò la carcassa di un animale morto, mangiò il miele che si era accumulato al suo interno e ne diede persino ai suoi genitori. Come spiegare la sua promiscuità con le donne, anche nel matrimonio e nella famiglia? Lui pretese dai propri genitori un matrimonio con donne filistee, nonostante gli fosse stato sconsigliato. Solo in Giudici lo vediamo avere rapporti con quattro donne, tra cui alcune prostitute. Come spiegare la sua inclinazione alla violenza e al rancore, che guidava costantemente le sue azioni? Nel capitolo 15 di Giudici vediamo che: a) diede fuoco a intere piantagioni di grano legando delle fiaccole tra le code di trecento sciacalli; b) uccise mille uomini con una mascella d’asino; c) si liberò miracolosamente dalle funi che lo trattenevano. A meno che non si cerchi una buona ragione dietro a tutta la storia di Sansone, è difficile eludere l’ovvia (e pericolosa) conclusione che la sua unzione sia stata un grande spreco.


La chiave per comprendere la storia di Sansone è il periodo politico in cui visse. Gli uomini di Giuda avevano deciso di non cacciare più i popoli dalla terra promessa, in contrasto con ciò che il Signore aveva loro ordinato. Avevano deciso di tentare una convivenza pacifica tra di loro, ovvero: i filistei là, noi qua. Giudici 1:27-36 riporta una lunga lista di tutti i popoli e le regioni che gli uomini di Giuda decisero di non conquistare. Qual era la radice del problema? Il servizio svolto a metà, il compito non portato a termine, l’obbedienza parziale, la mancanza di fiducia in ciò che Dio può e ha promesso di fare attraverso coloro che decidono di obbedirgli. Io chiamo questo atteggiamento “inadempienza vocazionale”. Si stavano tirando indietro di fronte alla propria chiamata.


Coloro che si identificano con Sansone, che continuano ad essere usati da Dio “nonostante i rimpianti”, trovano nella sua storia una speranza, il fatto che Dio potrà agire in momenti critici attraverso persone così. Coloro che si identificano con gli ‘uomini di Giuda’, che trovarono una buona giustificazione per disobbedire a Dio, trovano nella storia di Sansone un sostegno per essere inadempienti. Preferiscono lasciare le cose così come sono e stare a vedere.


Secondo Deuteronomio 7 e 8, agli Israeliti venne affidato il compito di cacciare e distruggere gradualmente tutti i popoli vicini. Nonostante il popolo di Israele non avesse ancora bisogno di tutti i territori di Canaan (poiché non c’erano israeliti sufficienti a riempire la terra), Dio aveva dato loro l’ordine di uccidere tutti gli abitanti di Canaan e di distruggere completamente l’arsenale religioso a loro legato. Considerando che Israele era una delle nazioni minori all’epoca (cf. Dt 7.7), considerando la sua “fama” (cf. Dt 9.2), la diversità etnica (cf. Dt 7.1), e la predominanza politica di tali popoli (vedere in particolare il dettaglio in Deuteronomio 7.1: “più grandi e più potenti di te”), il coraggio di rispondere appropriatamente al compito a cui erano chiamati era considerato estremamente rischioso, politicamente parlando.


Conclusione

Nel contesto attuale, in cui i cristiani sono chiamati a servire piuttosto che ad uccidere dei “vicini empi”, quale lezione desidera impartirci, Dio, attraverso la storia di Sansone?


Per quanto riguarda la chiamata degli Israeliti, dobbiamo considerarla insieme alla promessa fatta ad Abraamo in Genesi 15:16: “…perché l'iniquità degli Amorei non è giunta finora al colmo”. Secondo Deuteronomio 9:4-6, gli Israeliti avrebbero dovuto uccidere tutti gli abitanti di quella terra, distruggere le loro sculture religiose ed impossessarsi di case e piantagioni non perché meritassero quella terra, o perché fossero più giusti degli amorei. Le ragioni presentate sono principalmente due: 1) Dio stava usando l’occupazione di Israele per punire “la loro malvagità” (v.5); 2) Dio stava compiendo la promessa fatta ai patriarchi (v.5). Osservando la storia da questo punto di vista, il fatto di impossessarsi della terra è strettamente legato alla punizione dell’iniquità di quei popoli. Dunque, la chiamata di Israele non deve essere vista come un olocausto, ma come un atto di misericordia del Dio d’Israele, che punisce l’iniquità di un’epoca, denominata qui “iniquità degli amorei”, che nessun’altra nazione aveva osato compiere.


Penso sia questa la principale lezione che il testo vuole insegnarci. Dio stava chiamando Israele ad essere lo strumento di un grandioso evento storico, che avrebbe provocato tanto l’ammirazione (cf. De 4.5-7) che l’indignazione delle nazioni circostanti, nelle quali il nome del Signore sarebbe stato visto come la fonte di una tale trasformazione.


Tuttavia, quando un’intera generazione sembra aver già screditato sia la propria vocazione che il potere del proprio Dio di compiere trasformazioni di tale grandezza, i “Sansoni” possono essere usati per far fallire totalmente tali generazioni di inadempienti, o per sfidarli a ripagare i propri debiti vocazionali.


Rev. Daniel Santos Jr

Pastore della Chiesa Presbiteriana di Santo Amaro


Articolo originale: https://danielsantosjunior.com.br/por-que-sansao/


Traduzione italiana Paini Alessia @FedeRiformata.com

Per l’utilizzo degli articoli del nostro sito incoraggiamo i link diretti alla pagina originale. In caso di copia e incolla, per favore, scrivete il sito di provenienza.

14 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Non uccidere