Perché i doni carismatici sono cessati

Autore: Peter Masters, pastore del Metropolitan Tabernacle dal 1970, in Inghilterra, sullo stesso pulpito occupato in passato da Charles Spurgeon.

La Bibbia insegna definitivamente che i doni carismatici (o straordinari) sono cessati? Può il cessazionismo (che sostiene che cessarono) essere provato? Alcuni dicono che il cessazionismo non possa essere provato conclusivamente a partire dalle Scritture. Crediamo, tuttavia, che la cessazione dei doni di rivelazione e segni al tempo degli apostoli sia chiaramente insegnata nella Parola di Dio; tanto chiaramente, di fatto, che la visione contraria è apparsa seriamente solo negli ultimi cento anni o poco più.

Il termine cessazionismo proviene dalle grandi confessioni di fede del secolo XVII, come le confessioni di fede di Westminster e quella Battista del 1689. Entrambe usano la stessa parola. Parlando di come Dio rivelò la Sua volontà e la compromise con le Scritture, le confessioni dicono: “la cessazione della rivelazione speciale negli antichi modi”. Questa parola non deriva dalla Bibbia stessa, ma dalla dottrina.

Non solo la rivelazione fu completata e cessata, ma anche i segni del fatto che la rivelazione sia in progresso. Ecco un breve riassunto di sei prove bibliche del fatto che i doni di rivelazione sono cessati (visioni, parole di conoscenza, parole di sapienza e profezie), e anche i doni di segni (cure e parlare in lingua). Dio continua a guarire, ovviamente, ma in risposta alle preghiere, e non attraverso le mani di un talentuoso guaritore.

Il controverso passaggio di 1Corinzi 13:8-10 non sarà utilizzato in questo articolo per provare la fine dei doni. Faremo solo riferimento a quei passaggi che crediamo essere conclusivi.

1. Non ci sono più apostoli

La prima prova del cessazionismo (la fine dei doni di rivelazione e dei segni) è il fatto che la guarigione e le meraviglie potevano essere fatte solo dagli apostoli, essendo i loro segni speciali di autenticazione. In 2Corinzi 12.12, Paolo dice: “Certo, i segni dell'apostolo sono stati compiuti tra di voi, in una pazienza a tutta prova, nei miracoli, nei prodigi e nelle opere potenti.”

Alcune persone nella chiesa di Corinto sfidarono l’apostolato di Paolo. Per difendersi, egli richiamò l’attenzione sul suo dono di guarire e di operare altri segni miracolosi, affermando che solo gli apostoli potevano fare tali cose.

Gli apostoli sono le persone che hanno accompagnato Gesù, o che l’hanno visto dopo la Sua resurrezione e che sono state personalmente commissionate dal Signore Gesù. Come testimonianza speciale della resurrezione, avevano ricevuto il potere di guarire. Erano persone a cui era stata mostrata “tutta la verità” dallo Spirito Santo (Gv 14.26 e 16.13), e che scrivevano o indossavano la Scrittura ispirata.

I credenti dovevano sapere che erano i veri apostoli per poter rispettare la loro unica autorità. Li riconoscevano dalle loro cure e dagli altri segni. Le persone che non appartenevano al gruppo degli apostoli (inclusi i due assistenti nominati) non potevano fare queste cose. Se fossero stati in grado di farli, nessuno avrebbe avuto la certezza che fossero veri apostoli.

In Atti 2.43 e 5.12, di nuovo, è chiaro che tutti i miracoli erano realizzati “per le mani degli apostoli”. Questo era il loro segno esclusivo. Oltre a questo, in Ebrei 2:3-4, i doni di guarigione sono fermamente legati agli apostoli.

Paolo era un apostolo in virtù dell’aver visto il Signore risorto e dell’essere stato direttamente commissionato da Lui. La sua mancanza di preparazione da parte di Cristo era affinché ricevesse rivelazioni speciali e uniche. Egli afferma di essere nato “fuori tempo”, “come all’aborto” (1Corinzi 15.8), indicando di essere stato l’unico apostolo fuori dal gruppo originale e, pertanto, l’ultimo apostolo. (Le allegazioni moderne di apostolato non corrispondono alle qualificazioni bibliche e sono improprie ed errate).

Quando le persone dicono che il cessazionismo (la cessazione dei doni e dei segni) non possa essere provato dalla Scrittura, dimenticano che il libro di Atti dice specificamente che le cure e le altre meraviglie erano esclusive degli apostoli, che sono morti.

Quando le chiese crebbero e si moltiplicarono, Pietro andò il Lidda e, in seguito, a Ioppe per guarire Enea e resuscitare Tabita. Intere comunità rimasero sorprese, perché nessuno degli altri credenti in quei luoghi era in grado di fare tali cose.

Quando un ragazzo cadde dalla finestra a Troas, solo uno dei presenti sarebbe stato in grado di rianimarlo, ed era Paolo. L’idea carismatica del fatto che le cure possano essere effettuate da numerosi cristiani semplicemente non si trova nel Nuovo Testamento. Solo gli apostoli sono riportati come possessori di questo dono, insieme ai due assistenti o delegati apostolici, Stefano e Filippo, e possibilmente Barnaba.

L’unica volta che qualcuno al di fuori di questo gruppo svolse una guarigione fu quando il Signore disse ad Anania di guarire Paolo. Non c’è altra cura oltre a queste nella chiesa primitiva. L’idea pentecostale/carismatica del fatto che le cure siano operate costantemente da parte dei cristiani in generale non è insegnata nella Bibbia. In questo modo, il registro infallibile della Scrittura mostra che ogni approccio carismatico della guarigione è un errore basato su un mito. Il registro prova che le cure e gli atti potenti erano ristretti ad un gruppo di persone che sono già morte.

2. Il proposito temporaneo del dono di lingua

La seconda prova del fatto che il cessazionismo possa trovare conferma nelle Scritture (ovvero il fatto che i doni siano cessati), è il parlare in lingue. È l’affermazione biblica del fatto che il parlare in lingue fu dato da Dio specificamente come un segno per i giudei, per mostrar loro che la nuova era del Messia era giunta.

In 1Corinzi 14:21-22, Paolo dice: “È scritto nella legge: «Parlerò a questo popolo per mezzo di persone che parlano altre lingue e per mezzo di labbra straniere; e neppure così mi ascolteranno», dice il Signore. Quindi le lingue servono di segno non per i credenti, ma per i non credenti; la profezia, invece, serve di segno non per i non credenti, ma per i credenti.”

In altre parole, in dono delle lingue era una prova miracolosa per i giudei che erano resistenti al credere in Cristo, del fatto che la nuova era e un nuovo ordine della chiesa erano giunti. Non era un beneficio per i giudei che iniziavano a credere, ma un segno della promessa e un avviso per coloro che non credevano. Non era destinato ai gentili, ma ai giudei.

Paolo citò Isaia 28.11, capitolo nel quale Isaia aveva profetizzato la venuta di Cristo. Come segno per i giudei, Isaia disse che il popolo giudeo sarebbe stato approcciato “mediante labbra balbuzienti e mediante una lingua straniera”. Le lingue gentili li avrebbero sfidati, un’esperienza di assoluta umiliazione per il popolo giudeo. Allo stesso tempo, era segno del fatto che l’era messianica avrebbe portato i gentili alla chiesa, e che l’evangelo sarebbe stato predicato in altre lingue.

Questo sarebbe stato il segno della nuova era nel quale Dio avrebbe tolto la bandiera della chiesa giudaica e innalzato la bandiera della chiesa giudaico-gentilica di Gesù Cristo. I giudei increduli, che resistevano a Cristo e si attaccavano ai piedi di Mosé, si sarebbero trovati di fronte alla Parola di Dio predicata loro in lingue barbare e gentili.

Tutto questo è accaduto nel giorno della Pentecoste. I giudei furono debitamente chiamati e avvisati, ma le lingue non sono menzionate al di fuori di Atti degli Apostoli e 1Corinzi 12-14, mostrando che esse avevano compiuto il loro proposito di avvertire i giudei del fatto che la nuova era era giunta.

Questo annuncio dell’era della chiesa fu realizzato mentre gli apostoli erano in vita, e il segno fu ritirato. Ci che accade oggi, il parlare in lingua, non è fatto in presenza dei giudei che dubitano, e non ha niente a che vedere con i segni del Nuovo Testamento. Il segno per la chiesa è già accaduto e ha servito al suo proposito, ed è stato superato dalla realtà.

Il Vangelo adesso è predicato in praticamente tutte le lingue del mondo, e il segno del fatto che questo sarebbe avvenuto è già scomparso da molto tempo. Il proposito delle lingue (in accordo con l’insegnamento di Paolo) è stato compiuto, provandone la fine.

3. Le lingue erano lingue reali

La terza prova del cessazionismo si va ad aggiungere alla seconda, ed è questa: che un dono di lingue reali era stato dato nel giorno della Pentecoste (e per qualche tempo, in seguito ad esso), il che non si era mai visto prima. Dovrebbe essere ovvio per noi il fatto delle lingue miracolose dei libri di Atti e 1Corinzi non è mai più accaduto.

Parlare in lingua ai nostri giorni non significa mai parlare una lingua conosciuta, ma consiste solo nel parlare in modo disarticolato e senza senso. Non succede niente di miracoloso. Ai tempi del Nuovo Testamento, la capacità di parlare in lingue era data dallo Spirito, e significava parlare in una lingua reale da parte di una persona che non l’aveva mai appresa, tanto che chi era cresciuto con quella persona ne restava sorpreso.

Il popolo giudeo era presente (essendo un segno specifico per loro). Nel giorno della Pentecoste, molti giudei che vivevano in regioni straniere sentirono parlare la loro lingua, e attestarono la genuinità degli oratori. Dopo la Pentecoste, lo Spirito ha dato il dono miracoloso della comprensione agli interpreti, affinché l’autenticità della lingua fosse provata. Non si è visto nulla di simile sin dai tempi biblici.

Oggi, coloro che difendono il parlare in lingua prendono 1Corinzi 13.1 dove Paolo, parlando ipoteticamente, dice che anche se parlasse una lingua angelica, senza amore, non significherebbe nulla. Disperatamente alla ricerca di un testo, i professori carismatici prendono le parole di Paolo come una giustificazione per le lingue estatiche e non linguistiche, ma è ovvio per qualsiasi persona che si tratti di un grave abuso del versetto.

Descrivendo le lingue letterali, la Bibbia effettivamente ci avverte del fatto che questo dono è stato ritirato. Non apparvero più in alcun momento della storia, in alcun posto del mondo, sin dalla chiesa primordiale. Ciò che accade oggi è che le persone (che potrebbero essere cristiani sinceri), nel loro desiderio di fare ciò che i loro leader considerano giusto, cercano di esprimersi al di fuori delle regole di espressione. Tuttavia, non parlano lingue reali, né capiscono veramente ciò che stanno dicendo.

Il cessazionismo è chiaramente insegnato nelle Scritture, in virtù del fatto che la descrizione molto precisa delle lingue reali riscontrata nelle Scritture non possa essere applicata ad alcuna delle cose avvenute in seguito.[1]

Sin dai tempi biblici, abbiamo avuto gloriosi eventi di riforma e risvegli poderosi, quando allo Spirito di Dio è piaciuto lavorare con un potere eccezionale. Tuttavia, non abbiamo nessun riscontro o registro del fatto che qualcuno abbia parlato in una lingua reale che non aveva mai studiato prima. Questa è una prova certa del fatto che il dono delle lingue della Bibbia sia cessato.

4. Non ci sono istruzioni per nominare profeti

La quarta prova del cessazionismo è questa: non ci sono istruzioni, nel Nuovo Testamento, su come nominare apostoli, profeti, guaritori o simili. Questa è una questione di grande significato, perché Dio ha dato un modello dettagliato per la chiesa nel Nuovo Testamento. È vero che alcuni cristiani non credono che la Bibbia fornisca un modello per la chiesa, ma la maggioranza delle persone credono che ci sia.

L’apostolo Paolo ci ordina ripetutamente di essere i suoi più attenti imitatori nella nostra politica e condotta nella chiesa, e le lettere pastorali stabiliscono come dobbiamo comportarci e funzionare nella chiesa di Dio. Ci è stato dato un modello preciso per la chiesa di ogni tempo.

Abbiamo istruzioni che descrivono attentamente come selezionare predicatori e diaconi, ma nessuna istruzione sulla designazione di apostoli (perché non devono essere designati), o su come riconoscere o accreditare un profeta (perché i doni di rivelazioni sono terminati al concludersi della Bibbia). Non ci sono nemmeno istruzioni sulla nominazione di guaritori.

Questa non è solo un’argomentazione di silenzio, ma la prova del fatto che questi incarichi e funzioni non debbano continuare. Le istruzioni per tutte le aree di organizzazione della chiesa sono complete e dettagliate, e sono sufficienti per la chiesa fino al ritorno di Cristo. Disobbediamo al modello perfetto di Dio se nominiamo nella chiesa ciò che Dio non ha prescritto né ordinato. Disobbediamo alle Scritture.

Come possiamo dire che non ci sia una prova biblica del fatto che i doni siano cessati, quando il modello della chiesa non contiene istruzioni per la continuazione dei portavoce ispirati e degli operatori di segni? Questa è una prova conclusiva del cessazionismo – a meno che non smettiamo di difendere la sufficienza delle Scritture, e di credere che Dio abbia lasciato un modello per la Sua chiesa.

5. La rivelazione è completa

La quinta prova del cessazionismo è che la Bibbia insegna chiaramente che la rivelazione è ora completa. Non può esserci un’altra rivelazione, dopo il tempo degli apostoli. Abbiamo già visto come, in Giovanni 14.26 e 16.13 il Signore Gesù Cristo abbia detto ai discepoli che lo Spirito Santo li avrebbe condotti alla verità.

Loro sarebbero stati autori dei libri del Nuovo Testamento, e autenticatori dei libri ispirati del Nuovo Testamento, non di propria penna. Presto tutta la verità sarebbe stata rivelata, e dopo l’era apostolica non ci sarebbe più stata rivelazione della Scrittura. La Parola sarebbe stata completa.

Buono a sapersi! In che situazione ci troveremmo se le persone iniziassero ad apparire, qui e lì, da ogni parte (come avviene nel mondo carismatico) dandoci nuove rivelazioni. Come potremmo sapere se fosse o no la verità? Ma la Scrittura è l’unico criterio per tutto, essendo completa e perfetta, sufficiente e affidabile.

Giuda può parlare della fede che è stata “trasmessa ai santi una volta per sempre”. La sua lettera fu scritta possibilmente 25 anni prima dell’ultimo libro della Bibbia, ma abbastanza tardi perché tutte le principali dottrine e istruzioni della chiesa fossero state rivelate. In questo ultimo stadio della rivelazione, parla della fede trasmessa una volta, o meglio, una volta per tutte. Essa è virtualmente completa; in breve (dal punto di vista di Giuda) non ci sarebbe più stata alcuna rivelazione.

I versetti finali della Bibbia avvertono di non aggiungere né togliere nulla dal libro di Apocalisse, ma questo si applica chiaramente a tutta la Bibbia, non solo all’ultimo libro. Sappiamo questo perché l’avvertimento ci riporta a quello che fu dato da Mosè nel primo libro della Bibbia (i primi cinque libri erano inizialmente uno), ovvero, Deuteronomio 4.2: “Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla” (parole ripetute da Mosè in Deuteronomio 12.32).

La conclusione della rivelazione è anche provata dal fatto che gli apostoli e i profeti siano descritti come lo stadio fondamentale della chiesa.

In Efesini 2.20 la chiesa è descritta come “edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti” (ovvero, i profeti del Nuovo Testamento), essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare”. Un fondamento è qualcosa di completo e stabile, mentre l’edificio continua ad essere costruito.

E per quanto riguarda la profezia di Gioele, citata da Pietro nel giorno della Pentecoste, che dice che quando lo Spirito è sparso, tutti i credenti, uomini, donne, anziani e giovani, profetizzeranno? Non è implicito che questo continuerà letteralmente fino al ritorno del Signore? No, perché la nostra comprensione di questa profezia deve concordare con l’insegnamento inattaccabile della Bibbia, del fatto che la rivelazione si sarebbe conclusa a breve, e che è cessata.

È questa rivelazione completa (specialmente il Vangelo) che sarà di testimonianza per i credenti di ogni età, uomini e donne, in tutto il mondo, fino alla fine. I credenti continueranno ad avere visioni e sogni onirici, nel senso che essi accolgono, riflettono e proclamano gli infallibili ‘sogni e visioni’ dati loro nella Bibbia. Essi non ‘profetizzeranno’ nel senso di ricevere nuove rivelazioni. Sogneranno anche piani e conquiste del Vangelo. In questo senso, la profezia di Gioele continua a compiersi.

Le manifestazioni straordinarie, come le lingue, erano chiaramente già sparite nell’epoca in cui Pietro scrisse le sue lettere, perché egli non dà la minima indicazione del fatto che queste caratteristiche della scena iniziale stessero ancora avvenendo.

Con il completamento della rivelazione, al tempo degli apostoli, vediamo che il compito di apostoli e profeti è finito. E se i doni di rivelazione sono cessati, allora anche i segni di autenticazione degli scritti ispirati sono cessati. Ricordiamoci di ciò che disse Paolo: “Certo, i segni dell'apostolo sono stati compiuti tra di voi… nei miracoli, nei prodigi e nelle opere potenti” (2Corinzi 12.12).

Come possiamo dire che non ci sia prova biblica del cessazionismo quando la Scrittura dice enfaticamente che ogni rivelazione è stata completata, come fondamento, all’inizio dell’era della chiesa?

6. La Scrittura testimonia la fine dei doni

La sesta prova del cessazionismo è il fatto che le Scritture mostrano che i doni erano nel mezzo del processo di essere ritirati già a quei tempi. Paolo, per esempio, che possedeva il potere apostolico di compiere segni, miracoli e grandi opere, non fu in grado, con il passare del tempo, di curare Timoteo, Trofimo o Epafrodito.

Vediamo anche il ritiro dei doni di guarigione in Giacomo 5, dove Giacomo lascia istruzioni di pregare per gli infermi, e agli anziani di porre le mani sugli allettati. È ovvio, in questo passaggio, che non ci sarebbe stato un guaritore prodigioso, ma solo anziani che pregano.

L’unzione è menzionata, ma non con il termine greco dell’unzione religiosa. Il greco usa una parola molto pratica che significa “sfregare” con olio, ma come rimedio per le cicatrici. Giacomo, in pratica, sta dicendo: “non essere tanto celestiale da non avere alcuna utilità terrena, ma allevia il dolore della persona che soffre.”

Ciò che conta di più è la preghiera. È chiaro nelle istruzioni di Giacomo che nessun guaritore di talento è chiamato per portare una cura, o per dare un tocco di guarigione. L’imposizione delle mani degli anziani comuni è un atto simbolico, che comunica amore, attenzione e responsabilità da parte della chiesa.

Il passaggio di Giacomo contiene quattro esortazioni per pregare, e a seguire troviamo l’insegnamento di ciò che dobbiamo dire: “Se il Signore vuole, vivremo e faremo questo e quello”. Possiamo e dobbiamo pregare per la guarigione, ma potrebbe essere volere di Dio che una persona che soffre testimoni la grazia di Dio nel suo dolore.

Il punto principale per noi in questo articolo è che non c’è nessuno che abbia il potere personale della guarigione in Giacomo 5. La guarigione viene da Dio in risposta alla preghiera. La posizione continua della chiesa è la preghiera per la guarigione, ricordando che alcuni sono chiamati a vivere come “modello di sopportazione e di pazienza” (Gm 5.10).

Il fatto che Giacomo non menzioni doni di guarigione mostra inequivocabilmente che il dono di guarigione fosse stato ritirato ben presto nel decorrere dell’era apostolica.

Il danno dell’insegnamento carismatico

Ci sono molti cristiani sinceri nel movimento carismatico, ma crediamo che il tentativo di riportare in vita i doni spirituali sia un errore molto pregiudiziale. Possiamo vedere il male nella nascita di grandi parti del movimento nelle quali il Vangelo è praticamente sparito, sotterrato da stravaganze antibibliche.

Noi preghiamo con sincerità affinché Dio liberi coloro che sono i Suoi veri figli dal danno accumulato da questo pazzo e erroneo allontanamento dalle Scritture. È perfettamente possibile provare che il cessazionismo è una verità biblica.

[1] Chi parla nelle lingue non autentiche di oggi, non tentano nemmeno di seguire le regole della Bibbia per l’esercizio dei doni di quei giorni – ovvero che non più di tre o quattro persone parlino in lingua in qualsiasi tipo di servizio (1Co 14.27).

Peter Masters

Ministro al Metropolitan Tabernacle di Londra


Articolo originale: © 2011 Dr. Peter Masters. Tabernáculo Metropolitano. Publicado no Reino Unido. Fonte original em “Herald of Grace” (https://heraldofgrace.org/cessationism-proving-ceased-gifts/). Tradotto in portoghese da Elnatan Rodrigues per ministero Reformai. https://reformai.com/o-porque-que-os-dons-cessaram/

Traduzione Paini Alessia @FedeRiformata.com

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