Calvino, il mondo e la missione della Chiesa

Per il riformatore Giovanni Calvino, Gesù Cristo è l’unica e definitiva soluzione per ogni essere umano. Ad esempio, a Ginevra, Calvino si sforzava di proclamare la fede nel Vangelo genuino, ovvero, il suo messaggio era centrato sulla persona di Gesù Cristo. Sfruttò abbondantemente la stampa, mirando alla pubblicazione e alla divulgazione dei suoi sermoni. Oggi, i mezzi di comunicazione sono di assoluta importanza per la diffusione della Buona Novella della salvezza in Cristo Gesù.


Calvino aveva una coscienza missionaria, poiché, sapendo che la Chiesa era ed è un segno del Regno di Dio nella scena della storia umana, sosteneva che l’annuncio del Vangelo liberatore di Gesù Cristo fosse la missione della Chiesa, e che tale annuncio doveva arrivare fino ai confini della terra. Disse: “Il Signore ordina ai ministri del Vangelo che predichino in luoghi distanti, con il proposito di diffondere la salvezza in ogni parte del mondo”.


Nelle sue esposizioni bibliche sulla missione della chiesa, commentando la Prima Lettera di Timoteo, riguardo al versetto 2:4 dichiara: “Nessuna nazione della terra e nessuna parte della società è escluso dalla salvezza, poiché Dio desidera offrire il Vangelo a tutti, senza alcuna eccezione.” La sua dottrina riguardo all’elezione non limitò mai la sua idea dell’imperativa necessità di annunciare il Vangelo di Cristo a tutte le nazioni. Insegnava proprio questo ai suoi alunni dell’Accademia di Ginevra.


In altre parole, per Calvino la chiesa è stata chiamata e inviata per annunciare la Parola di Dio. La predicazione del Vangelo nelle nostre chiese deve edificare il popolo di Dio, ma, allo stesso tempo, provocare un risveglio, affinché altri siano chiamati e inviati dallo Spirito Santo a creare nuovi discepoli. Calvino seguiva la teologia paolina secondo cui Dio ci chiama a partecipare, come collaboratori, all’impresa di proclamare il Vangelo della salvezza (1Co 3.9).


La Chiesa di Cristo è composta da persone che riconoscono, ognuna a modo suo, di essere state chiamate dal Signore e inviate da Lui. Hanno ricevuto gratuitamente questa chiamata (per grazia) e, per questo, la estendono, sempre gratuitamente, ad altri. Il Vangelo, la buona notizia del Regno, è il loro messaggio. Il Vangelo è un potere che non si custodisce, ma si distribuisce, si trasmette.


La Chiesa non deve andare da qui a lì al fine di adempiere alla sua chiamata, alla sua vocazione, alla sua missione. Ovunque si trovi, si propaga e, con essa, il Vangelo. Questo è il senso del verbo “andate”. Non è l’idea di spostarsi da un luogo all’altro, ma dello “stare andando”. Mentre la chiesa segue il suo percorso, essa estende la grazia meravigliosa di Dio – il Vangelo – al mondo intero. Per questo essa si espande, ovvero, fa discepoli che, a loro volta, avranno la stessa missione (fare discepoli e istruirli). Il Vangelo non si custodisce, si trasmette!


Pertanto, dal punto di vista biblico-teologico, la Chiesa non ha un’esistenza propria, separata, o autonoma, visto che non vive di per sé o per sé o da sé – tre dannosi equivoci per il senso dell’essere chiesa – visto che essa è “inviata”, ovvero, esiste per compiere la propria missione: servire Colui che l’ha inviata, trovare coloro per cui è stata inviata, trasmettere il messaggio che è destinata a proclamare, e avvicinare Colui che l’ha inviata a coloro che deve cercare per compiere la propria missione di messaggera.


Credo sia necessario comprendere, con urgenza, che la chiesa è chiesa solo quando compie la propria missione nella storia, come strumento di Dio.


Fortunatamente, la Chiesa di Cristo non è stata costituita solo per cantare degli inni, ascoltare dei cori e dei bei messaggi, e per sedersi sulle panche di belle chiese. No, la chiesa è chiamata ad impegnarsi con gli uomini, ovunque siano. Il popolo di Dio è la missione.


Stando così le cose, il compito principale della Chiesa, ovvero la proclamazione della Buona Novella, avrà un vero significato e un risultato solo se realizzato da cristiani che hanno avuto un vero incontro con Gesù di Nazaret. In altre parole, una chiesa missionaria è quella che proclama e condivide l’azione di Dio nella propria vita.


Calvino esortava i cristiani di Ginevra e quelli che affluivano per studiare, a spostarsi in Europa e nel mondo per predicare la Parola di Dio. Il riformatore di Ginevra diceva loro: “come il Padre misericordioso ci offre Suo Figlio mediante la Parola del Vangelo, anche noi, per fede, Lo accogliamo e riconosciamo che ci è stato dato” e che, pertanto, deve essere annunciato agli uomini senza salvezza.


Il mondo di oggi, così come il mondo ai tempi di Calvino, ha un bisogno urgente di sentire e ricevere il messaggio del Vangelo. Il peccato che infestava la società di quell’epoca è lo stesso che continua a distruggere vite al giorno d’oggi. Non possiamo ritenere normale, ad esempio, che 65mila persone siano uccise ogni anno nel nostro paese. Questa scalata di violenza rivela lo stato caotico dell’essere umano. Il Vangelo deve raggiungere il cuore umano, da quello dell’uomo più semplice a quello del politico più eminente.


Così, per Calvino, solo il Vangelo può trasformare il cuore dell’uomo. In questo senso, l’azione dello Spirito Santo è assolutamente vitale nella convinzione del peccato, della giustizia e del giudizio. Il Vangelo, la chiesa che lo proclama e l’azione dello Spirito Santo procedono insieme.


Poiché lo Spirito Santo ha un carattere essenzialmente missionario, il Suo desiderio è che anche la chiesa abbia come scopo principale l’opera missionaria. La Chiesa, pertanto, è la Comunità nella quale Gesù continua a vivere su questa terra, svolgendo la propria missione liberatrice attraverso lo Spirito Santo. È attraverso lo Spirito Santo che i discepoli ricevono l’autorità spirituale per portare avanti la missione del Signore Gesù.


È solo per l’azione poderosa dello Spirito Santo nella vita della chiesa che essa piò comprendere e obbedire all’ordine di Gesù: “Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo…” (Mt 28.19).


Dopo la morte e la resurrezione di Gesù, ci è stato dato lo Spirito Santo, e la chiesa è stata ufficialmente inaugurata e inviata a proclamare il Vangelo.


Dunque, la nostra missione come chiesa del Signore Gesù è quella di testimoniare e presentare la salvezza eterna mediante Colui che è l’unico in grado di salvare l’uomo perso – Gesù Cristo. E questo per grazia, mediante la fede. Tale compito non riguarda solamente i pastori, i leader, i missionari, ecc., ma è il compito di tutti coloro che ne fanno parte. La missione della chiesa è fuori dalla chiesa, fuori dalle sue porte, là, nel mondo, per ognuno di noi, poiché tutti noi siamo stati biblicamente chiamati e inviati. Svolgiamo la missione di Dio in modi diversi, ma la cosa fondamentale è esserne coscienti, capirne l’urgenza, e renderci disponibili allo Spirito Santo con tutto ciò che siamo e tutto ciò che abbiamo.


In questo senso troviamo, in Calvino, come riformati, una vera motivazione all’opera missionaria, poiché per lui l’opera di Gesù Cristo è l’unico atto salvifico di Dio, definitivo ed eterno, come pura offerta di Dio all’uomo, che deve accogliere il dono della salvezza per fede, operata in modo efficace dal potere dello Spirito Santo. Per Calvino, questa è l’unica via per il ristabilimento dell’umanità.


Dopo la morte e la resurrezione di Gesù Cristo, l’uomo vive nel periodo di pazienza di Dio, nel periodo della grazia, nel periodo delle opportunità, nel periodo in cui la porta della salvezza è ancora aperta.


La missione di ognuno di noi, membro della Chiesa di Cristo, è prendere coscienza del fatto che Dio dia una missione, e che questa missione è stata data a noi. Siamo portatori della missione di salvezza di Dio in Cristo Gesù. Dio, per grazia, non solo ci ha salvati, ma ha scelto di usarci come Suoi collaboratori, Suoi servi, perché partecipassimo alla Sua missione, che diventa così nostra, mia, tua, della chiesa.



La chiesa ha, pertanto, un carattere genuinamente missionario. È, essenzialmente, una Comunità Missionaria. Esiste per dare, con parole e azioni, una testimonianza persuasiva al mondo del potere redentore di Dio in Cristo Gesù. Gesù Cristo è centrale perché possiamo vivere, comprendere e svolgere quella che chiamiamo missione. La nostra missione non è altro che la continuazione e lo svolgimento della missione di Gesù Cristo, che ci dà ispirazione e forza, ci apre prospettive nuove e ci indica la direzione giusta.


Così, tra Abraamo e la chiesa oggi abbiamo Cristo, la maggiore benedizione data da Dio agli uomini. Ma la missione data ad Abraamo e alla Chiesa continua ad essere la stessa: siamo portatori di questa Buona Novella. Siamo stati benedetti affinché fossimo di benedizione, salvati affinché fossimo servitori, raggiunti affinché raggiungessimo altri, siano essi vicini o lontani.


Preghiamo perché molti siano risvegliati e comprendano che gli operai saranno sempre pochi di fronte all’immensità della mèsse (Mt 9.37). Preghiamo di essere la prima risposta alle nostre richieste di avere più operai. Soli Deo Gloria!


Reverendo Marcos Azevedo

Pastore della Chiesa Presbiteriana, missionario in Francia, presidente della APMT (Agenzia missionaria presbiteriana in Europa) e autore di numerose opere teologiche.


Articolo originale: https://apmt.org.br/calvino-o-mundo-e-a-missao-da-igreja/


Traduzione italiana Paini Alessia @FedeRiformata.com

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