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L'Adorazione Trinitaria

Quando qualcuno menziona l’adorazione trinitaria, potremmo essere portati a pensare alle occasioni in cui abbiamo vengono fatti riferimenti espliciti alla Trinità durante i culti. Ad esempio, potremmo pensare agli inni classici che menzionano Padre, Figlio e Spirito. L’incredibile inno “Santo, Santo, Santo” celebra, “O trino e misterioso! Beata Trinità!”. Potrebbe anche tornarci alla mente l’inno “Come, Thou Almighty King”, che dopo tre stanze dedicate rispettivamente ad ognuna delle Persone della Trinità, celebra “il grande Uno in Tre.” Spesso cantiamo la famosa Dossologia, che nomina Padre, Figlio e Spirito. Oltre agli inni cantati, molte chiese recitano ogni Domenica uno dei credi ecumenici. Queste affermazioni di fede sono strutturate attorno alla Trinità. Certamente, la dottrina della Trinità riceve attenzioni continue nel culto protestante classico.


Tuttavia, l’adorazione in spirito e verità è trinitaria anche quando questa dottrina non è esplicitamente menzionata. Nell’adorazione, la congregazione eleva il suo cuore collettivo a Dio per dichiarare il Suo valore. Con il procedere del culto e con la celebrazione di Dio, l’approccio della congregazione è sempre trinitario.


È questo che Paolo insegnò nello scrivere la lettera agli Efesini. Nel capitolo 2, versetto 18, scrisse: “Perché per mezzo di Lui [Cristo] abbiamo gli uni e gli altri accesso al Padre in un medesimo Spirito.” Quest’affermazione fa parte di un paragrafo che presenta i diversi motivi per cui la chiesa di Cristo è una. Paolo stava affermando che tutti i cristiani del tempo, Giudei o Gentili che fossero, potevano godere della stessa pace con Dio e stare sullo stesso fondamento di cui Cristo è la pietra angolare. Nonostante, in passato, ci fosse stata una profonda ostilità tra Giudei e Gentili a causa dei sovrani rapporti di Dio con l’umanità, quel muro divisorio di ostilità era crollato nel momento in cui Cristo aveva pagato per i nostri peccati. Adesso, tutti coloro che confidano in Cristo per avere il perdono divino condividono uno stesso approccio a Dio: per mezzo di Cristo, in un medesimo Spirito, avendo accesso al Padre. Questo approccio a Dio universale (o cattolico) è sempre trinitario.


Il motivo per cui la vera adorazione è trinitaria è che il modo stesso in cui Dio si è rivelato a noi, specialmente nella Sua rivelazione salvifica, è trinitario. Quando il Padre ha mandato il Figlio, il Figlio è venuto con il potere dello Spirito. Poiché il Padre ci ha salvati mediante il Figlio per il potere dello Spirito, anche noi ci avviciniamo a Dio nello stesso percorso: attraverso Cristo abbiamo tutti accesso in un medesimo Spirito al Padre. È chiaro che la nostra adorazione è la nostra risposta al Vangelo di Cristo. Il nostro modo di adorare Dio riflette il modo in cui Egli si è avvicinato a noi.


L’adorazione trinitaria è presente in tutte le parti che compongono il servizio di adorazione cristiano. Quando la chiesa primitiva si riuniva, i suoi membri “erano perseveranti nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere” (At 2.42). Molti riformatori videro in questo versetto il contenuto dei servizi di adorazione, che erano sotto all’autorità degli apostoli. La chiesa primitiva si riuniva per ricevere l’insegnamento della Parola di Dio e per stare in “comunione”, il che comprendeva anche la condivisione, ad esempio, delle proprie finanze con chi ne aveva bisogno. Attraverso i mezzi di grazia di Dio, ricevevano il rafforzamento della fede attraverso i segni sacramentali, e pregavano insieme. In questi vari atti di adorazione, la chiesa riceveva grazia da Dio, o si offriva al servizio di Dio. In ogni parte del loro culto corporativo, si dedicavano ad un’adorazione trinitaria.


La chiesa riceve grazia quando prega, riceve la Parola di Dio, e riceve i sacramenti. Questi sono mezzi stabiliti da Dio attraverso i quali lo Spirito Santo rafforza la nostra fede cristiana. Ricevere grazia attraverso questi mezzi è un’esperienza trinitaria, perché sono stati stabiliti da Dio per offrire grazia, dirigono la nostra fede al Figlio di Dio, e non hanno potere a meno che lo Spirito Santo non sia presente per applicare tale grazia ai nostri cuori. Nel momento in cui la congregazione eleva il suo cuore per ricevere, il Dio Triuno è pronto a dare.


La chiesa eleva il proprio cuore unito a Dio anche quando si offre di servire Dio. Le nostre preghiere e i nostri doni sono offerti “per mezzo dello Spirito” a Cristo, il dono che il Padre ci ha fatto (Ef 6.18). I salmi, gli inni, e le canzoni spirituali della congregazione costituiscono alcune delle sue preghiere a Dio. Tali lodi sono presentate a Dio nel nome di Gesù, e sono rese possibili dalla presenza dello Spirito. I canti che fanno legittimamente parte dell’adorazione cristiana offrono al Dio Triuno le nostre parole di celebrazione, confessione e ringraziamento. Attraverso queste azioni di adorazione, tra cui le preghiere e i doni offerti a Dio, la chiesa si presenta a Dio per essere ricevuta sulla base dei meriti di Cristo e per essere santificata per la presenza del Suo Spirito.


Una tale adorazione è sia semplice che profonda. È semplice perché la grazia di Dio guida la nostra fede verso Cristo Gesù, l’unico Mediatore tra Dio e l’uomo. In Cristo incontriamo il volto del Padre ed il potere dello Spirito. In Cristo riceviamo il dono del Padre e la testimonianza dello Spirito. In Cristo diventiamo figli di Dio e tempio dello Spirito. Adorando nel nome di una Persona, il nostro Signore Gesù Cristo, adoriamo in modo trinitario.


Una tale adorazione è anche profonda, perché non giungiamo mai a conoscere tutto ciò che potremmo sapere, fare, o sentire nella presenza di Dio. La realtà della trascendenza, della misericordia, e della presenza di Dio ci umilia, ci commuove, ci confonde, e ci agita. Attraverso la fede in Cristo entriamo nel cielo, la dimora di Dio, e Dio entra in noi, rendendoci il Suo tempio. In Cristo abbiamo un assaggio del privilegio per il quale siamo stati originariamente creati: glorificare Dio e godere della Sua presenza per sempre. È per questo che cantiamo, “Per il suo favore, lodate per sempre Dio Padre; lodate il Salvatore, lodatelo sempre, Figlio di Dio, nostro Signore e Re. Lodate lo Spirito che, per i meriti di Cristo, ci porta la salvezza” (dall’innario Trinity Hymnal #243, “Praise the Savior Now and Ever”).


Rev. Allen Vander Pol

Il Reverendo Allen Vander Pol si è laureato al Seminario Teologico di Westminster, Philadelphia. Ha servito come Pastore negli Stati Uniti e in Nuova Zelanda, e ha insegnato teologia in Nigeria e Ucraina.

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