Il perdono


Un divertente privilegio di chi ha un cane è quello di guardare come i cani reagiscano a dei suoni inaspettati. È quasi impossibile restare seri quando un cane inclina la testa e cerca, curioso e confuso, l’origine di quei suoni che sono in grado di farlo fermare e catturare la sua attenzione.


Quando leggo il Vangelo, immagino quel gran numero di ascoltatori, affascinati e curiosi, che ascoltavano Gesù mentre spiegava loro la Parola di Dio. Nel famoso brano del ‘Sermone sul Monte’, Gesù approfondì alcuni versetti biblici che i Suoi ascoltatori conoscevano bene. In seguito, però, si allontanò da quei passaggi, ricercandone le implicazioni. È a questo punto che, nella mia immaginazione, quelle persone inclinavano le teste, incuriosite. Non erano abituate a questo. Il Re era lì, a spiegare la Sua Parola ed esporre le Sue aspettative nei confronti di quelli che lo avrebbero seguito.


Un aspetto particolarmente toccante dell’insegnamento di Gesù ha a che fare con il perdono. Disse così:

“Se dunque tu stai per offrire la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì la tua offerta davanti all'altare, e va' prima a riconciliarti con tuo fratello; poi vieni a offrire la tua offerta.” (Mt 5.23-24)


Come seguaci di Gesù, le nostre vite devono essere orientate verso Regno di Dio, dunque, ogni cosa che sminuisca, oscuri, o contraddica la gloria di Dio dev’essere affrontata con urgenza. Qui il punto è il perdono, ed il contesto è la comunità del Patto. È anche importante notare che quest’esortazione fu data all’offensore, e non all’offeso. Cosa dobbiamo fare? Dobbiamo riconciliarci con nostro fratello. Riconciliarsi significa riappacificarsi. In altre parole, Gesù sta comandando ai Suoi seguaci, specialmente se hanno offeso qualcuno, di attivarsi al fine di ripristinare delle relazioni pacifiche all’interno della chiesa. Questo è sorprendente.


Possiamo approfondire ancora un po’ l’argomento vedendo il bisogno di sviluppare dei cuori umili per cercare il perdono.


Il perdono è una priorità

Gesù accresce il Suo comandamento originale portando questa riconciliazione in cima alla nostra lista di cose da fare. Ci dice che, anche se stiamo facendo qualcosa di buono e positivo, come l’offerta di un sacrificio, dobbiamo fermarci e prestare attenzione a qualcosa di ancora più importante: la riconciliazione con un fratello. Questo è scioccante. Ad essere onesti, il nostro primo pensiero in quella situazione sarebbe quello di rimandare la riconciliazione per concentrarci sul culto. Gesù ribalta la situazione, e rimette in ordine i nostri passi secondo ciò che per Lui ha la priorità. La Parola di Dio ci porta a desiderare ciò che Egli desidera e a valorizzare ciò che Egli valorizza. Come possiamo vedere, Dio valorizza la riconciliazione nella propria chiesa.


Il perdono è essenziale

Se dovessimo spogliare il cristianesimo lasciando solo alcune pratiche-chiave, quali sarebbero? Di sicuro, metteremmo la preghiera, la lettura della parola, i sacramenti e la comunione del popolo di Dio in cima alla lista. Continuando a pensarci, sicuramente aggiungeremmo il servizio altrui, l’evangelizzazione, e la ricerca intenzionale della pietà personale. A che punto aggiungeremmo di dover essere un popolo che cerca la riconciliazione? Gesù sembra mettere questo in cima alla lista. Infatti, sembra essere legata alla nostra comprensione e applicazione del Vangelo. In che modo possiamo aspettarci che Dio si compiaccia della nostra adorazione quando i nostri cuori e le nostre mani sono pieni di peccato nei confronti di altri credenti? Gesù sembra voler dire che ogni altro servizio religioso, per quanto buono, non sia accettabile agli occhi di Dio se ignoriamo il conflitto o un peccato personale nei confronti di un fratello o una sorella in Cristo. In breve, è essenziale cercare il perdono che deriva dalla riconciliazione; è una priorità assoluta.


Il perdono è prezioso

Abbiamo tutti sperimentato la dolorosa persistenza di un conflitto irrisolto. Come una volpe in un campo, mangia il raccolto della nostra gioia. I cristiani, che dovrebbero godere di una vicinanza sigillata dall’amore con gli altri, inciampano nelle tattiche comuni di questo mondo caduto. Di conseguenza, ci allontaniamo fisicamente gli uni dagli altri dopo esserci allontanati emotivamente. La riconciliazione è necessaria. Cosa succede quando raggiungiamo la pace? Immaginate un fratello che ha commesso un peccato che si avvicina ad un membro della chiesa, riconoscendo umilmente il proprio peccato, e che, con quel pentimento che porta lacrime agli occhi sperimentato da chi passa del tempo con Gesù, chiede perdono. Dopo un dialogo sul problema, c’è perdono. Il problema è risolto, la riconciliazione conclusa, e la grazia di Cristo applicata. Adesso sono a posto. Il perdono è prezioso. Questo rapporto ripristinato è come un bouquet di grazia appena composto: ha un profumo incantevole, che proviene da un altro mondo.


Il perdono ha un costo

Volendo essere onesti, dobbiamo ammettere che tutto questo sia più facile a dirsi che a farsi. Ci mette a disagio l’umiliazione e la ricerca di una riconciliazione. È vero; farlo ci costerà il nostro orgoglio, e richiederà il sacrificio del nostro benessere temporaneo. Amici miei, seguire Gesù non è proprio questo (Luca 9.23)? Dopotutto, è Cristo che ha pagato il prezzo ultimo per garantirci il perdono. Il nostro Signore non ha fatto nulla di sbagliato, eppure è venuto a vivere e morire per persone che fanno ogni cosa nel modo sbagliato. Perché lo ha fatto? Per riconciliarci al Padre (Cl 1.21-22). Quando leggete le parole di Gesù in Matteo 5, leggetele all’ombra della croce di Matteo 27. Gesù conosce l’elevato prezzo del perdono; l’ha pagato. Non dimentichiamolo mai.


Rev. Erik Raymond

Pastore della chiesa Reedemer Fellowship di Boston (Massachussetts). Autore di libri e blog. Pastore della Gospel Coalition.


Seeking Forgiveness, copyright year 2017 by Erik Raymond, Ligonier Ministries. Used by permission. Tradotto con permesso.


Traduzione italiana Paini Alessia @FedeRiformata.com

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