Luce del Mondo


L’utilizzo del termine luce nella Scrittura è molto ricco. Il termine è usato per descrivere lo stesso Dio ed enfatizzare la Sua santità e giustizia. “Dio è luce e in lui non ci sono tenebre” (1Giovanni 1:5). Il Signore è il “Padre della luce” (Giacomo 1:17), che “si avvolge di luce come d'una veste” (104:2) e “abita una luce inaccessibile” (1Timoteo 6:16). La luce è legata anche alla salvezza di Geova: “Il SIGNORE è la mia luce e la mia salvezza” (Salmo 27:1). L’atto di salvare di Dio illumina l’oscurità delle calamità e delle tribolazioni, e dà vita, pace e allegria.


Nel Vangelo di Giovanni, Dio è descritto come “vita” e “luce degli uomini”, “la luce splende nelle tenebre” (Giovanni 1:4,5); e “la luce vera, quella che illumina ogni uomo” (Giovanni 1:9). Egli è chiamato “luce del mondo” (Giovanni 8:12, 9:5). Così come gli israeliti hanno seguito la Luce quando sono usciti dalla terra di schiavitù verso la terra promessa, così i discepoli del Salvatore lo seguono, uscendo dall’oscurità del peccato, dell’ignoranza, della depravazione, e della morte, andando verso la redenzione nel senso più completo del termine. A causa di questo il nostro Signore disse: “Io come luce sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre” (Giovanni 12:46). Cristo si presenta a tutta l’umanità come l’unica fonte di salvezza dal peccato e come illuminazione spirituale riguardo tutta la verità spirituale.


Tutta la luce che gli uomini hanno, o possono avere, viene da Gesù. Così come la luce fu la prima cosa nella Creazione originale, la luce di Cristo è il fondamento della ricreazione salvatrice. Quando dunque descriviamo i cristiani come luce, dobbiamo sempre ricordare che Gesù è la luce originale, e non derivata. Egli è il Dio uomo, fonte di verità, salvezza, santità, rivelazione e giustizia. In un senso secondario i cristiani sono la luce del mondo; Cristo, immediatamente, loro mediatamente; Egli l’originale, loro il derivato; Egli il sole, loro la luna che riflette il sole.


Il profeta Isaia descrive Cristo ed il Suo ministero come una grande lue che brilla sugli abitanti della Galilea: “Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse” (Isaia 9:1). A causa di Gesù e del Suo Vangelo, una grande luce apparve a colori che vagavano nell’oscurità. Dove c’è l’oscurità delle calamità, le persone si voltano verso la luce della pace e della beatitudine; dove c’è l’oscurità della morte, verso la luce della vita; dove c’è l’oscurità dell’ignoranza, la luce della conoscenza; dove c’è l’oscurità del peccato, la luce della salvezza. La salvezza nel suo senso più ampio ha brillato su queste persone; c’è stata una totale inversione della loro condizione.


Il termine luce è anche usato per descrivere la rivelazione scritta di Dio, poiché è per mezzo della Sacra Scrittura che apprendiamo ciò che dobbiamo credere per essere salvi e vivere vite gradite a Dio. Come disse Davide, “poiché in te è la fonte della vita e per la tua luce noi vediamo la luce” (Salmo 39:6). “Poiché il comando è una lampada e l'insegnamento una luce” (Proverbi 6:23). “Manda la tua luce e la tua verità, perché mi guidino” (Salmo 43:3). “La tua parola nel rivelarsi illumina, dona saggezza ai semplici” (Salmo 119:130). Dio, senza dubbio, deve illuminarci con il Suo Spirito perché la Sua Parola sia efficace. “Sì, tu fai risplendere la mia lampada; il SIGNORE, il mio Dio, illumina le mie tenebre” (Salmi 18:28).

Paolo usa il termine luce per descrivere il Vangelo di Gesù Cristo e rappresentare Dio che brilla nel cuore dell’uomo causando una rigenerazione e conversione. “Ai quali il dio di questo mondo ha accecato la mente incredula, perché non vedano lo splendore del glorioso vangelo di Cristo che è immagine di Dio. Noi infatti non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù Signore; quanto a noi, siamo i vostri servitori per amore di Gesù. E Dio che disse: Rifulga la luce dalle tenebre, rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria divina che rifulge sul volto di Cristo” (2Corinzi 4:4-6). Dio ci dà la luce del Vangelo e la luce della comprensione spirituale quando rimuove quel velo che risiede nel nostro cuore e ci mostra la gloria di Cristo. Per l’eletto, la verità ce salva è sempre accompagnata da una comprensione spirituale di essa.


Nel passaggio che abbiamo davanti, i discepoli sono chiamati luce perché i cristiani, con le loro parole e opere, sono chiamati a trasmettere la luce di Cristo e del Vangelo. Gesù era una luce propria, nel senso che, nel Suo Essere e nella Sua opera di redenzione, Egli è il fondamento e la fonte di verità, salvezza ed illuminazione. La luce di Gesù: 1. Ci libera dall’oscurità della morte spirituale (“anche voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati […] ma Dio […] ci ha fatti rivivere con Cristo”, Efesini 2:1,4,5): Cristo, con la Sua sofferenza e la Sua morte, ha meritato la rigenerazione, la fede ed il ravvedimento per il Suo popolo; 2. Ci ha salvato dall’oscurità, o cecità, imposta all’uomo caduto a causa del peccato (vedi 2Corinzi 4:4); 3. Ci ha redenti dall’oscurità della morte eterna e dall’inferno con il Suo dono di giustificazione (Efesini 2:8-9; Filippesi 3:8-9); 4. Ci ha liberati dalla schiavitù al peccato e dal viaggiare nell’oscurità on il Suo dono della santificazione definitiva. “Se diciamo che siamo in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, mentiamo e non mettiamo in pratica la verità” (1Giovanni 1:6, vedi Romani 6). “Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce; il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. Cercate ciò che è gradito al Signore, e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente” (Efesini 5:8-11). Quindi, quando diciamo che i cristiani siano luce, essi sono sempre come uno specchio che riflette la luce di Cristo già rivelata e ricevuta.


Siamo luce perché crediamo e possediamo la verità e comunichiamo questa verità su Cristo ad un mondo di oscurità. Come il sale della terra, i discepoli sono cruciali per purificare e preservare il mondo; come la luce del mondo, essi devono illuminarlo con la luce di Cristo. Il sale è utilizzato per ritardare la putrefazione, e la luce è utilizzata per illuminare e dissipare l’oscurità. Le metafore sono simili, ma il sale è maggiormente negativo e la luce maggiormente positiva. Essa illumina, chiarisce e permette alle persone di vedere. Il pensiero suggerito alla moltitudine degli ascoltatori fu di comunicare la conoscenza, correggere gli errori e dissipare l’oscurità, cose inseparabili dallo stato di ignoranza spirituale.


La dichiarazione “voi siete la luce del mondo”, come la dichiarazione sul sale, è molto enfatica. “Voi (ovvero i cristiani) e solamente voi siete la luce del mondo”. L’unica speranza del mondo di salvezza, illuminazione spirituale e liberazione dall’oscurità risiede nei seguaci di Cristo come individui e come corpo (es. le sette chiese dell’Asia descritte da Giovanni, su ispirazione divina, come sette candelabri d’oro (Apocalisse 1:12,13,20)). Inoltre, come la metafora del sale, il termine luce si applica in particolar modo agli apostoli e a tutti i predicatori del Vangelo, che testimoniano di Gesù in modo unico, commissionato. Come Gesù disse a Paolo: “Per questo ti libererò dal popolo e dai pagani, ai quali ti mando ad aprir loro gli occhi, perché passino dalle tenebre alla luce e dal potere di satana a Dio e ottengano la remissione dei peccati e l'eredità in mezzo a coloro che sono stati santificati per la fede in me” (Atti 26:17-18).


Fonte: The Sermon on the Mount: A Reformed Exposition di Brian Schwertley

Articolo originale: Felipe Sabino http://monergismo.com/novo/vida-crista/luz-do-mundo/


Traduzione Alessia Paini @FedeRiformata.com

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