Perché il Vangelo di Giovanni è diverso dagli altri?


Tratto dal sermone di Giovanni Calvino, La divinità di Gesù Cristo

Notiamo la differenza tra il Vangelo dell’Apostolo Giovanni e gli altri tre. I quattro autori dei Vangeli concordano interamente nel dichiarare come il Figlio di Dio apparve nel mondo, che si fece vero uomo, come noi in ogni cosa, eccetto nel peccato. In seguito, essi descrivono come morì, resuscitò e andò in cielo. Per riassumere, vi è dichiarato ogni impegno che Egli si è preso per attirarci verso a Dio, Suo Padre.

Ma ci sono due cose peculiari in Giovanni. Una è che lui presta più attenzione all’insegnamento di Gesù Cristo rispetto agli altri. Allo stesso modo, dichiara in modo più vivido la Sua virtù e il Suo potere. Certamente, gli altri riportano bene l’insegnamento di Gesù Cristo, ma brevemente. Quelli che ci sembrano brevi riassunti, in Giovanni ci appaiono come lunghe dichiarazioni. Ad esempio, in Giovanni 6, vediamo cos’è detto riguardo al miracolo che Egli fece nel deserto, quando nutrì la moltitudine. Giovanni parla del fatto che Gesù Cristo è il Pane della Vita Eterna. Vediamo questo insegnamento di Gesù Cristo che è ampiamente esposto da Giovanni, e con una deduzione maggiore di quella fatta dagli altri autori dei Vangeli, e che fu perfino omesso da loro. Nel Vangelo secondo Giovanni, questo avviene continuamente, poiché dopo aver menzionato alcuni miracoli e alcune storie, torna sempre all’insegnamento, e coglie l’occasione per parlare della virtù del nostro Signore Gesù Cristo. Da Giovanni 12 alla narrativa della Passione, egli tratta solo di questo insegnamento.

Il Vangelo secondo Giovanni è la chiave per la comprensione degli altri.

Vediamo ora la differenza tra il Vangelo secondo Giovanni e gli altri tre. Per dirlo meglio, il Vangelo secondo Giovanni è per noi, per così dire, la chiave con la quale giungiamo alla comprensione degli altri. Se leggiamo Matteo, Marco e Luca, non sappiamo bene perché Gesù Cristo fu mandato nel mondo come quando leggiamo Giovanni. Avendo letto Giovanni, sappiamo il beneficio delle opere di Gesù Cristo, della sua venuta in carne umana, morte e resurrezione. Leggendo questo Vangelo comprendiamo il senso e il proposito della vita e delle opere di Gesù Cristo. È per questo che lui non si dilunga nella storia, come vedremo nell’ordine che lui segue. Certamente, queste cose devono essere considerate più in dettaglio ma, essendoci molto contenuto nel testo che dobbiamo esporre, menziono queste cose il più brevemente possibile.

Accontentiamoci, dunque, di ciò che ho menzionato riassumendo l’officio di Gesù Cristo, ovvero quello che Giovanni ci dichiara, di come è stato inviato da Dio Suo Padre per perfezionare la salvezza degli uomini. Dichiara come Egli prese la carne umana, come morì e resuscitò, come Egli è garante dell’amore di Dio, come Egli sia l’Anima della nostra redenzione, e come in Lui le promesse di Dio sono ratificate. Dobbiamo notare che Giovanni riporta le cose più brevemente degli altri tre. Ma lui passa più tempo sulla sostanza, per mostrarci l’insegnamento di Gesù Cristo, l’incarico a Lui affidato dal Padre, brevemente, la Sua virtù, il Suo potere e la Sua bontà nei nostri confronti. La parola “Vangelo” in sé significa “buona novella”. Ma il Vangelo ha una potenza tale da farci odiare le cose di questo mondo, e ci dà piena soddisfazione, benestare, felicità, allegria e gioia in Gesù Cristo.

Quando pronunciamo la parola “Vangelo”, che significa “buona novella”, questo ci allontana dalle cose di questo mondo, che sono deperibili e vane, negando i piaceri, gli intrattenimenti, la sensualità e qualsiasi cosa di questo tipo, ma dandoci gioia nel fatto che Gesù Cristo fu mandato per noi, che Dio si diede a noi nella Sua Persona, che Gesù Cristo venne per essere il nostro mezzo di riconciliazione tra Dio e noi, che Dio ci accetta come Suoi figli, mentre altrimenti saremmo persi e condannati. È per questo che questa parola deve essere sacra per noi, al fine di farci valorizzare questo regalo inestimabile che ci è portato dal nostro Signore Gesù Cristo.

Si dice particolarmente che questo Vangelo è in accordo con Giovanni, in modo che possiamo sapere che non è di un uomo mortale, ma che Giovanni è solo un ministro. Di chi, dunque, possiamo dire di avere il Vangelo? Di Giovanni o di Gesù Cristo? È di Gesù Cristo. Lo stesso Gesù Cristo usa questa espressione quando dice che la dottrina non è la Sua, ma l’attribuisce all’autorità di Dio, Suo Padre, da cui essa procede. Questo è per farci avere ancora più riverenza nei confronti di questa dottrina, e per non farcela ricevere come qualcosa di comune, ma come la pura verità di Dio, proclamata dal Suo Unico Figlio. Giovanni, dunque, fu certamente lo strumento e il mezzo di Dio, come una penna che scrive nelle mani degli uomini, ma non dobbiamo ricevere il Vangelo da lui scritto come se fosse stato scritto da un uomo mortale.

Giovanni Calvino (1509-1564)

Articolo originale: tratto dal sermone di Calvino “la divinità di Gesù Cristo”. 2019©Tradotto da Amanda Martins, revisionato da Elnatan Rodrigues. Link all’originale: https://reformai.com/a-diferenca-entre-os-evangelhos/

Traduzione Paini Alessia @FedeRiformata.com

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