Chi erano i Leviti?


I discendenti del terzo figlio di Giacobbe, Levi, formarono un gruppo che si distinse per tutta la storia di Israele. La loro storia è chiaramente divisa in tre fasi: fino al Sinai, dal Sinai all’epoca di Davide, e dall’epoca di Davide fino all’esilio.

Fino al Sinai essi erano una tribù come le altre; tuttavia, insieme ai discendenti di Simeone, portavano con sé lo stigma di violenti, a causa delle parole di benedizione sviate di Giacobbe: “Simeone e Levi sono fratelli: le loro spade sono strumenti di violenza. Non entri l'anima mia nel loro consiglio segreto, non si unisca la mia gloria al loro convegno! Perché nella loro ira hanno ucciso degli uomini e nella loro malvagità hanno tagliato i garretti ai tori. Maledetta la loro ira, perché è stata violenta e il loro furore perché è stato crudele! Io li dividerò in Giacobbe e li disperderò in Israele.” (Genesi 49:5-7)

Dopo il Sinai, ci fu una grande trasformazione: diventarono aiutanti dei sacerdoti.

Nonostante Mosè ricevesse la Legge direttamente dalle mani di Dio, il popolo convinse Aaronne a creare un vitello d’oro e a idolatrarlo. Vedendo quel terribile spettacolo di orgia e idolatria, Mosè chiamò coloro che erano “per il SIGNORE” (Esodo 32:26). Si presentarono tutti i figli di Levi, e ricevettero istruzioni dal Signore per uccidere gli idolatri. Uccisero “circa tremila uomini” (Esodo 32:28). Poco più tardi, furono presentati a Mosè e Aaronne come offerta agitata per il Signore (Numeri 8:21), ma sembra che iniziarono ad esercitare il loro uffizio solo dopo la morte di Aaronne (Deuteronomio 10:6-8).

L’esercizio del loro uffizio era dettagliato: i discendenti di Cheat, che non fossero figli di Aaronne, e dunque sacerdoti, avevano l’incarico di portare l’Arca dell’Alleanza (Numeri 4:1-19). I discendenti di Gherson trasportavano i tessuti del Tabernacolo, e quelli di Merari trasportavano il legname: le assi, le traverse, le colonne.

Inizialmente erano ventiduemila, e Dio li prese al posto dei primogeniti che avrebbe salvato: “«Fa' avvicinare la tribù di Levi e mettila a disposizione del sacerdote Aaronne, affinché sia al suo servizio. Essi avranno la cura di tutto ciò che è affidato a lui e a tutta la comunità davanti alla tenda di convegno e faranno così il servizio del tabernacolo. Avranno cura di tutti gli utensili della tenda di convegno e di quanto è affidato ai figli d'Israele, e faranno così il servizio del tabernacolo. Tu darai i Leviti ad Aaronne e ai suoi figli; tra i figli d'Israele sono essi quelli che si dedicheranno completamente al suo servizio. Tu stabilirai Aaronne e i suoi figli, perché esercitino le funzioni del loro sacerdozio; l'estraneo che si accosterà all'altare sarà messo a morte»” (Numeri 3:6:10).

Essi non ricevettero alcuna parte di terra, ma possedettero 48 città (Giosuè 21:41) e le terre circostanti: “«Soltanto della tribù di Levi non farai il censimento, e non ne unirai l'ammontare a quello dei figli d'Israele; ma affida ai Leviti la cura del tabernacolo della testimonianza, di tutti i suoi utensili e di tutto ciò che gli appartiene. Essi porteranno il tabernacolo e tutti i suoi utensili, ne faranno il servizio e staranno accampati attorno al tabernacolo. Quando il tabernacolo dovrà partire, i Leviti lo smonteranno; quando il tabernacolo dovrà accamparsi in qualche luogo, i Leviti lo rimonteranno; l'estraneo che gli si avvicinerà sarà messo a morte.»” (Numeri 1:49-51).

Sin dalla nascita i Leviti avevano un’età certa per esercitare l’uffizio: dovevano ritirarsi obbligatoriamente a 50 anni, ma l’età a cui iniziare variò. Inizialmente era trent’anni (Numeri 4:3), poi venticinque (a volte per la preparazione) (Numeri 8:24-26), e poi a soli 20 anni (1Cronache 23:24).

Alla vigilia dell’installazione nel pomposo culto nel tempio (che avverrà durante il regno di Salomone), Davide li divise in tre gruppi: portieri, guardie e musicisti: “Infatti Davide aveva detto: «Il SIGNORE, Dio d'Israele, ha dato riposo al suo popolo, ed esso è venuto a stabilirsi a Gerusalemme per sempre; e anche i Leviti non avranno più bisogno di portare il tabernacolo e tutti gli utensili per il suo servizio». Fu secondo le ultime disposizioni di Davide che il censimento dei figli di Levi si fece dai vent'anni in su.” (1Cronache 23:25-27).

Svolsero un ruolo importante lungo tutto il periodo dei re, ma furono quasi tutti catturati dagli Assiri. Cento anni più tardi, coloro che rimasero a Giuda, furono catturati a loro volta e portati a Babilonia. Le liste di chi tornò erano corte, e alcuni non furono in grado di provare le loro origini: “Ed ecco quelli che tornarono da Tel-Mela, da Tel-Arsa, da Cherub-Addan, da Immer, e che non poterono indicare la loro casa patriarcale e la loro discendenza per provare che erano d'Israele: i figli di Delaia, i figli di Tobia, i figli di Necoda, in tutto seicentocinquantadue. Tra i figli dei sacerdoti: i figli di Cabaia, i figli di Accos, i figli di Barzillai, che aveva preso in moglie una delle figlie di Barzillai, il Galaadita, e fu chiamato con il loro nome. Questi cercarono i loro titoli genealogici, ma non li trovarono; furono quindi esclusi, come impuri, dal sacerdozio. E il governatore disse loro di non mangiare cose santissime finché non si presentasse un sacerdote con l'urim e il tummim.” (Esdra 2:59-63).

Sembra che ai giorni di Gesù la loro influenza fosse molto piccola. Per finire, a Babilonia sorsero le sinagoghe e una pratica religiosa aperta a tutti. Nella Lettera agli Ebrei, è ricordato appena il loro sacerdozio come qualcosa che passò ad essere esercitato veramente da Gesù.

Come Gesù essi, oltre che officianti, erano anche un’offerta (furono consacrati a Dio come offerta agitata), e sostituirono i primogeniti di Israele.

Rev. Fôlton Nogueira

Membro del presbiterio della Chiesa Presbiteriana di Belo Horizonte, insegnante e cappellano del seminario JMC.

Articolo originale: http://folton.blogspot.com/2014/01/levitas.html

Traduzione Paini Alessia @FedeRiformata.com

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