George Müller


Il gigante della fede, George Müller (1805-1898) nacque in Germania, e si convertì all’età di 20 anni durante una missione in Moravia. Andò in Inghilterra nel 1829, dove servì il Signore fino alla fine della sua vita.

Nel 1830, tre settimane dopo il suo matrimonio, Müller e sua moglie decisero di rinunciare al suo salario come pastore di una piccola congregazione, e di dipendere esclusivamente da Dio per le loro necessità. Sin dall’inizio, egli prese una posizione che avrebbe mantenuto per tutto il suo ministero, di non rivelare mai le proprie necessità alle persone, e di non chiedere mai soldi a nessuno, solo a Dio. Allo stesso tempo, decise di non indebitarsi mai, e di non mettere mai da parte denaro per il futuro.

In più di sessant’anni di ministero, Müller fondò 117 scuole, che educarono più di 120.000 giovani e orfani; distribuì 275.000 Bibbie complete in diverse lingue, oltre a un gran numero di estratti minori; sostentò 189 missionari in altri paesi; il suo gruppo di assistenti giunse a contare 112 persone.

La sua opera più importante fu quella degli orfanotrofi a Bristol, in Inghilterra. Partendo da due bambini, la sua opera crebbe fino ad includere cinque edifici costruiti da lui stesso, con nientemeno che 2000 orfani che erano nutriti, vestiti, educati e preparati per lavorare. In tutto, circa diecimila orfani passarono per i suoi orfanotrofi nel corso della sua vita. Il costo di questi orfani era di 26mila libre all’anno. Non saltarono mai un pasto, ma molte era arrivato all’ultimo minuto. A volte si sedevano di fronte a piatti vuoti, ma la risposta di Dio non è mai mancata.

Nel corso della sua vita, Müller ricevette l’equivalente di sette milioni di dollari come risposta da parte di Dio. Oltre a non divulgare mai le sue necessità, aveva un criterio molto rigoroso per ricevere offerte. Per quanto avesse bisogno (perché migliaia di volte non sapeva come avrebbe superato il pasto seguente), se il donatore avesse avuto altri debiti, se ci fossero state prove di un comportamento errato da parte sua, o qualsiasi altra condizione impropria, la sua offerta non sarebbe stata accettata.

Anche con la certezza del fatto che Dio lo stava guidando per ampliare il suo lavoro, costruire un’altra casa o accettare più orfani, lui non si indebitò mai. Quello che era nella volontà di Dio, sicuramente avrebbe avuto le risorse necessarie, e per questo non chiedeva mai prestiti né prendeva impegni senza avere il necessario per pagare.

Di seguito vi riportiamo un estratto della sua autobiografia, dove chiarisce la sua posizione riguardo ai debiti:

Mia moglie e io non abbiamo mai avuto debiti perché crediamo sia contrario alla Scrittura (Romani 13:8). Per questo, non abbiamo mai avuto conti da pagare in futuro con sarti, macellai, panettieri o al negozio. Paghiamo tutto in contanti. Preferiamo essere nel bisogno che contrarre qualche debito. In questo modo sappiamo sempre quanto abbiam, e quanto possiamo dare agli altri. I figli di Dio devono attraversare molte prove quando non agiscono secondo Romani 13:8.

Alcuni possono chiedersi: perché non comprate il pane o altri alimenti al negozio per poi pagare più avanti? Che differenza fa pagare subito in contanti o alla fine del mese? Se gli orfanotrofi sono opera del Signore, non riuscite a credere che Lui vi darà soldi per il panettiere, il macellaio o il negozio? Alla fine, tutte queste cose non sono necessarie alla continuazione dell’opera.

La mia risposta è la seguente: se questa è opera di Dio, sicuramente vuole ed è in grado di supplire tutto il necessario. Non necessariamente provvederà nel momento che pensiamo noi. Quando c’è bisogno, Lui non manca mai. Possiamo e dobbiamo confidare nel Signore perché ci dia ciò di cui abbiamo bisogno nel momento giusto, in modo da non doverci mai indebitare.

Potrei comprare una buona scorta di alimenti e pagare a rate, ma la volta successiva in cui mi trovassi nel bisogno, pagherei di nuovo a rate, senza cercare il Signore. La fede, che solo si mantiene e si rafforza attraverso l’esercizio, diventerebbe sempre più debole. Alla fine, probabilmente finirei in mezzo ai debiti, senza speranza di uscirne.

La fede si basa sulla Parola Scritta di Dio, ma non vi è in essa alcuna promessa di pagare i nostri debiti. La Parola dice: “Non abbiate altro debito con nessuno” (Romani 13:8), e: “chiunque crede in essa non resterà confuso” (1Pietro 2:6). Non abbiamo nessuna base biblica per avere debiti.

Il nostro obiettivo è mostrare al mondo e alla chiesa che anche in questi giorni cattivi della fine del tempo, Dio è pronto ad aiutarci, consolarci e a rispondere alle preghiere di chi confida in Lui. Non dobbiamo ricorrere ad altre persone, né seguire le vie del mondo. Dio è tanto in grado, quanto desideroso di supplire a tutte le nostre necessità quando lo serviamo.

Consideriamo un prezioso privilegio continuare a sperare nel Signore solamente, invece che comprare alimenti a credito o farci prestare soldi da buoni amici. Finché Dio ci darà grazia, guarderemo solo a Lui, anche se da un pasto all’altro dovremo dipendere dal suo aiuto. Sono già dieci anni che lavoriamo con questi orfani, e Lui non ha mai permesso che sentissero la fame. Egli continuerà a prendersi cura di loro anche in futuro.

Sono profondamente cosciente della mia incapacità e dipendenza dal Signore. Per la grazia di Dio, la mia anima è in pace sebbene, giorno dopo giorno, dobbiamo sperare in una provvigione miracolosa del Signore per il nostro pane quotidiano.

Scuola biblica della Chiesa Presbiteriana di Brasil Industrial

Articolo originale: http://ipbrasilindustrial.org.br/ip/index.php/escola-dominical/51-biografias/58-george-mueller

Traduzione Paini Alessia @FedeRiformata.com

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