Il Credo Apostolico


CREDO APOSTOLICO: storia e autorità


“Io credo in Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra. E in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi [1]; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente: di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica [2], la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna.”

Credo degli Apostoli

Negare qualsiasi parte del Credo Apostolico significa ignorare gli insegnamenti cruciali della chiesa cristiana. Nonostante la chiesa cristiana non affermi che i credi e le confessioni possano sostituire o complementare la Bibbia, è importante sapere che il Credo Apostolico non fa che reiterare ciò che gli stessi apostoli insegnarono.

L’origine del Credo Apostolico

La chiesa primitiva non aveva credi definiti sistematicamente come quelli che abbiamo oggi. Gli insegnamenti cristiani erano trasmessi per mezzo della predicazione dei santi. La chiesa primitiva insegnava ciò che è fondamentalmente scritto nel credo degli apostoli, ma non ebbero mai una forma scritta del proprio insegnamento, e lo chiamarono “Credo Apostolico”. I credi non furono stabiliti fino alla nascita di eresie e divisioni.

Il primo credo accettato dalla chiesa nella sua totalità fu il Credo Niceno. Il Credo Niceno fu stabilito dalla chiesa Ecumenica nel 325 d.C. Il Credo Apostolico fu stabilito poco dopo.

“L’Antico Credo Romano”

In accordo con il libro Documents of the Christian Church (“Documenti della Chiesa Cristiana”) di Henry Bettensons:

Marcello, vescovo di Ancira, consegnò a Giulio, vescovo di Roma, attorno al 340 d.C. il De Epiphanius. Marcello era stato esiliato dalla sua diocesi per influenza ariana, e passò quasi due anni a Roma. Alla sua dipartita, lasciò questa dichiarazione del suo credo.

Rufino di Aquileia, in Expositio Symboli (c.a 400 d.C., PL XXI 335B), comparò il credo di Aquileia con il credo romano, che lui considerava la regola di fede composta dagli apostoli a Gerusalemme, che era stata conservata coma un credo battesimale nella Chiesa Cattolico-Romana. Questo credo si differenziava da quello di Marcello solo in alcuni piccoli dettagli.


De Epiphanius:

1. Io credo nel Dio Onnipotente [Ruf. Il Padre Onnipotente]

2. E in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore

3. Che nacque dallo Spirito Santo e dalla Vergine Maria

4. Che fu crocifisso sotto Ponzio Pilato e fu sepolto

5. E nel terzo giorno resuscitò dai morti

6. Che ascese al cielo

7. Siede alla destra del Padre

8. Da dove viene per giudicare i vivi e i morti

9. Credo nello Spirito Santo

10. Nella Santa Chiesa

11. Nella remissione dei peccati

12. Nella resurrezione dalla carne

13. Nella vita eterna [punto omesso da Ruf." [3]

Henry Bettenson dimostra inoltre che la versione moderna del Credo Apostolico non fu in forma scritta fino alla sua comparsa in “un credo gallicano del VI secolo.” [4]

Nonostante non ci sia alcuna rappresentazione scritta verificabile dalla descrizione Credo Apostolico prima del 340 d.C., possiamo essere certi del fatto che esso sia la rappresentazione più precisa della fede cristiana sottoforma di credo. Gli insegnamenti in esso contenuti possono essere rintracciati nella stessa Bibbia, e nelle parole dei patriarchi della chiesa primitiva.

L’insegnamento del Credo Apostolico trasmesso per mezzo dei santi

L’origine del Credo Apostolico può essere tracciata a partire dal Nuovo Testamento, dagli stessi apostoli e dagli scritti dei patriarchi della chiesa primitiva. Tutte le citazioni dei patriarchi della chiesa primitiva sono prese da Early Church Fathers (“Patriarchi della chiesa primitiva”) di Philip Schaff (1819-1893).

BASI BIBLICHE DEL CREDO

Io credo in Dio, Padre onnipotente (Is 63.16; Mt 6.9, 23.9; Lu 11.2)

Creatore del cielo e della terra (Ge 2.4; Es 31.17; Sl 89.11-13; At 4.24, 14.15; Ef 3.9) E in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore (Sl 2.7; Gv 11.4,14, 3.16, 16.28; At 13.33; Eb 5.5; 1Gv 4.9) il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine

(Is 7.14; Mt 1.20-23; Lu 1.30-35; Gv 1.14; Ga 4.4; 1Gv 4.2) patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto

(Is 53:4-5; Gv 19.18; At 4.10,27; 1Ti 6.13)

discese agli inferi

(Sl 16.10; At 2.24,27, 13.33-37; Ef 4.8-10; 1P 3.19) il terzo giorno risuscitò da morte

(Mt 27.40,67; Mr 8.31, 10.36; Gv 20.19-20,25-29; At 2.32, 3.15, 4.33; 1Co 15.12-22; Ga 1.1) salì al cielo

(Lu 24.51; At 1.9-11; Ef 4.8-10; Eb 4.14, 9.24)

siede alla destra di Dio Padre onnipotente

(Sl 110.1; Mr 16.19; At 2.33, 5.31, 7.55-56; Eb 12.2, 8.1; 1P 3.21-22) di là verrà a giudicare i vivi e i morti

(Gv 5.2-23; At 10.42; Ro 14.10; 2Co 5.10; 2Ti 4.1; 1P 4.4-5) Credo nello Spirito Santo

(Ez 39.29; Gv 14.26; At 2.17, 13.2; 1Co 2.10-11, 12.13; Eb 3.7-9) la santa Chiesa cattolica

(At 9.31; 1Co 1.1-2; 2Co 1.1; 1Ti 3.15; Eb 12.22-25; 1P 1.1) la comunione dei santi

(At 2.42; Ro 12.4-13, 15.26-27; 1Co 1.9; 2Co 8.3-4; Fl 2.1-4; 1Gv 1.3) la remissione dei peccati

(Ne 9.17; Mr 11.26; Mt 6.12-15; Lu 6.37-38; Cl 1.13-14, 2.13-14; Ef 1.7) la risurrezione della carne

(Ec 12.7; Mt 22.31-32; Mr 12.18-27; Lu 20.27-37; Ro 8.23; 1Co 15.38-56; 2Co 4.14) la vita eterna.

(De 12.2; Mt 25.31-33; Lu 16.22-23; Gv 5.28-29; Ro 6.22-23; Ga 6.7-8; Tt 3.5-7)

Possiamo vedere, studiando il Credo Apostolico, che fu tratto dalla stessa Bibbia. Ma non solo deriva da essa, fornisce anche una base precise per lo sviluppo di tutta la teologia cristiana: Cristologia, Soteriologia, Ecclesiologia ed Escatologia, che sono alla base di ogni teologia sistematica di oggi. Il Credo formula un’“argomentazione” per la fede cristiana dando una solida base per costruire una filosofia di vita.

Il Credo Apostolico portò alla creazione di altre solide dichiarazioni di fede negli anni dell’apologetica (difesa della fede). La Confessione di Fede di Westminster e, virtualmente, tutte le confessioni e i credi cristiani hanno le proprie radici nel Credo Apostolico. L’apologetica è una parte centrale della fede cristiana. All’inizio della Chiesa, gli apostoli passarono molto del loro tempo opponendosi ai diversi punti di vista che andavano contro al loro messaggio originale. L’apostolo Paolo scrive:

Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema!” (Ga 1.8)

L’apostolo Paolo doveva costantemente rispiegare il Vangelo a causa delle persone che avevano opinioni diverse. Il Credo Apostolico fu creato a partire dalle argomentazioni contro coloro che non aderivano all’insegnamento apostolico originale. Tutti i santi che seguivano gli insegnamenti biblici degli apostoli dovevano restare fermi nella propria fede, osservando ciò che si trova nel Credo.

Regola di fede o di verità

I santi insegnavano ciò che consideravano una “regola di fede”, che è essenzialmente il credo degli apostoli. La base del Cristianesimo e del Vangelo è la regola di fede che si trova nel Credo Apostolico.

APOSTOLO PIETRO

La maggior parte del Credo Apostolico si trova nel sermone di Pietro in Atti 2: “22 Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazaret - uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua, come voi ben sapete -, 23 dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l'avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l'avete ucciso. 24 Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. 25 Dice infatti Davide a suo riguardo: Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; poiché egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. 26 Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua; ed anche la mia carne riposerà nella speranza, 27 perché tu non abbandonerai l'anima mia negli inferi, né permetterai che il tuo Santo veda la corruzione. 28 Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza. 29 Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e la sua tomba è ancora oggi fra noi. 30 Poiché però era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, 31 previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne vide corruzione. 32 Questo Gesù Dio l'ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. 33 Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che egli aveva promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire. 34 Davide infatti non salì al cielo; tuttavia egli dice: Disse il Signore al mio Signore: siedi alla mia destra, 35 finché io ponga i tuoi nemici come sgabello ai tuoi piedi. 36 Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso!».

IGNAZIO DI ANTIOCHIA

Gli insegnamenti di Ignazio di Antiochia contengono le parti essenziali del Credo Apostolico. La sua Lettera ai cristiani di Magnesia fu scritta nel corso del I secolo d.C. Ignazio scrisse:

“Questo, carissimi, non perché abbia saputo che alcuni tra voi si comportano in tal modo, ma, pur a voi inferiore, voglio mettervi in guardia di non abboccare all’amo della vanità, ma di essere convinti della nascita, della passione e della resurrezione avvenuta sotto il governo di Ponzio Pilato. Ciò è stato compiuto veramente e sicuramente da Gesù Cristo, nostra speranza, dalla quale nessuno si allontani.” [5]

IRENEO DI LIONE

Ireneo spiega come l’insegnamento del Vangelo (che si trova nel Credo) stia preservando la tradizione antica nei suoi scritti Contro le eresie (182-188 d.C c.a):

“Ciò su cui molte nazioni di quei barbari che credono in Cristo concordano, avendo la salvezza scritta nei loro cuori dallo Spirito, senza carta né inchiostro, e, preservando attentamente la tradizione antica, credendo in un Dio, in Creatore del cielo e della terra, e di tutte le cose in essa, per mezzo di Cristo Gesù, il Figlio di Dio; che, per causa del Suo amore insuperabile per la Sua creazione, accettò di nascere dalla vergine, Egli stesso unendo l’uomo per mezzo di Sé a Dio, ed avendo sofferto sotto Ponzio Pilato e, resuscitando, ed essendo stato ricevuto nello splendore, entrò nella gloria, il Salvatore di coloro che sono salvi, e il Giudice di coloro che sono giudicati, e inviando al fuoco eterno coloro che trasformano la verità e disprezzano Suo Padre ed il Suo avvento. Coloro che, in assenza di documenti scritti, crebbero in questa fede sono barbari, per quanto riguarda la nostra lingua; ma, per quanto riguarda la dottrina, il modo e il tenore di vita, essi sono, grazie alla fede, molto saggi; e loro lodano Dio, ordinando le loro conversazioni con ogni giustizia, castità e sapienza.” [6]

TERTULLIANO

Tertulliano, intorno al 208 d.C., scrisse la Prescrizione contro gli eretici, nella quale espone i fondamenti di ciò che troviamo nel Credo, o nella “regola di fede”:

“È proprio questa regola di fede, che noi professsiamo come base della difesa nostra: è essa che ci dà la linea nella nostra ferma credenza. Che vi è un Dio solo, creatore del mondo, né alcun altro al di fuori di Lui. Questi ha tratto il tutto, esistente nell'Universo, dal nulla per mezzo del Verbo Suo, generato al principio delle cose tutte: Figlio Suo fu chiamato questo Verbo, e nel nome di Dio apparve ai Patriarchi sotto varie figure; in ogni tempo fu ascoltato dai Profeti, e di poi discese per lo spirito e virtù di Dio padre, in Maria Vergine, e nel seno di Lei divenne carne e da Essa ebbe vita Gesù Cristo. E nuova legge Egli promulgò alle genti, e formulò una nuova promessa di un Regno dei Cieli; fece dei miracoli, fu posto in croce, ma nel terzo giorno della Sua morte risorse, e ascese in Cielo, dove sedè alla destra del Padre Suo; e mandò in |31 terra la potenza dello Spirito Santo, in vece Sua, chè fosse la guida di tutti i credenti. Egli poi ritornerà in pieno fulgore di gloria e di luce per prendersi i Santi e condurseli ai frutti della vita eterna e delle celesti promesse, e per giudicare i profani, pronunciando contro di loro la condanna del fuoco eterno, dopo aver compiuta la restituzione dei corpi agli uni e agli altri. La regola di fede è ciò che pienamente soddisfa l'anima nostra, senza andar più oltre cercando. Questa è stata la regola che Cristo ha stabilito; ed io ve lo proverò; ed essa non può dar luogo fra noi a controversie o a questioni di sorta, al di fuori di quelle che vengono sollevate dalle eresie, che creano gli eretici.” [7]

NOVAZIANO, PRESBITERO ROMANO

Novaziano, dopo l’eresia di Sabellio, che avvenne nel 256 d.c., scrisse un Trattato sulla Trinità. Questo trattato contiene la difesa della trinità e i fondamenti del Credo Apostolico:

“La regola della verità esige che, prima di tutto, crediamo in Dio Padre e Signore Onnipotente; ovvero, il Fondatore assolutamente perfetto di tutte le cose, che sospese i cieli in elevata sublimità, stabilì la terra con la sua massa inferiore, diffuse i mari con la loro umidità fluente e distribuì tutte queste cose, tanto adornate quando rifornite dei loro strumenti appropriati ed adeguati.” [8]

“Poiché Giovanni disse: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”; perché, ragionevolmente, il nostro corpo stesse in Lui, di fatto il Verbo prese su di Sé la nostra carne. E per questa ragione il sangue fluì dalle Sue mani e piedi, e anche dal Suo fianco, perché fosse provato che Egli era partecipe del nostro corpo, morendo in accordo con le leggi della nostra dissoluzione. E che Egli resuscitò della stessa sostanza corporea in cui morì, è provato dalle ferite di quello stesso corpo, e così Egli mostrò le leggi della nostra resurrezione nella Sua carne, in cui Egli restaurò lo stesso corpo nella Sua resurrezione che Egli aveva come noi.” [9]

“Poiché nello stesso modo in cui disse Isaia: “Ecco, la giovane concepirà, partorirà un figliuolo, e gli porrà nome Emmanuele”, così lo stesso Cristo disse: “Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente”. [10]

“O che Egli doveva sedersi alla destra del Padre: “Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra finché io abbia posto i tuoi nemici sotto i tuoi piedi”. O quando Egli è presentato come possessore di tutte le cose: “Chiedimi, io ti darò le nazioni per la tua eredità e le estremità della terra per tuo possesso.” O quando Egli è mostrato come Giudice di tutti: “O Dio, dà i tuoi giudizi al re, e la tua giustizia al figliuolo del re”. [11]

EUSEBIO DI CESAREA

Eusebio di Cesarea condivise con il Concilio di Nicea il credo delle sue chiese, che essi usarono nel 325 d.C. Si crede che fu il suo credo ad essere finalmente adottato dal Concilio.

“Crediamo in un solo Dio, Padre Onnipotente, Creatore delle cose visibili ed invisibili; e nel Signore Gesù Cristo, poiché Egli è il Verbo di Dio, Dio di Dio, Luce della Luce, vita della vita, Suo Figlio Unigenito, il primogenito di tutte le creature, generato dal Padre prima di ogni tempo, per il quale tutto fu creato, che si fece carne per la nostra redenzione, che visse e soffrì tra gli uomini, resuscitò nel terzo giorno, tornò al Padre, e un giorno tornerà nella Sua gloria per giudicare i vivi e i morti. Crediamo anche nello Spirito Santo. Crediamo che ognuno dei tre è e sussiste; il Padre veramente come Padre, il Figlio veramente come Figlio, lo Spirito Santo veramente come Spirito Santo; come disse anche il nostro Signore, quando inviò i Suoi discepoli per predicare: andate ed insegnate a tutte le nazioni, e battezzateli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.” [12]

GIROLAMO

Tra il 398 e il 399 d.C., Girolamo disse: “Il simbolo della nostra fede e speranza, che fu inviato tramite gli apostoli, e che non è scritto con carta e inchiostro, ma nelle tavole di carne del cuore, dopo la confessione della Trinità e dell’unità della chiesa, ogni simbolo del dogma cristiano termina con la resurrezione della carne.” [13]

Note: [1] La versione latina del Credo utilizza la parola “inferi”. Alcune versioni utilizzano il termine “Ade”. [2] In alcune versioni vengono utilizzati anche i termini “chiesa universale”, o “chiesa cristiana”. [3] Capitolo 1, sezione 2, Apostles’ Creed, pg. 23. [4] Ibid. [5] Lettera di Ignazio ai cristiani di Magnesia, punto 6. [6] Contro le eresie, Libro 3, capitolo IV.2. [7] Prescrizione contro gli eretici, Capitolo XIII. [8] Novaziano, Trattato sulla Trinità, Capitolo I. [9] Ibid. Capitolo X. [10] Ibid. Capitolo XII. [11] Ibid. Capitolo IX. [12] Primo Concilio Ecumenico, Primo Concilio di Nicea, Credo di Nicea [13] Per Pammachio, contro Giovanni di Gerusalemme, paragrafo 28.

James Richardson

Fondatore e creatore di Apostles-Creed.org.

Articolo originale: “The History and authority of the Apostles Creed” https://apostles-creed.org/confessions-creeds-christian-theology/history-authority-of-the-apostles-creed/ 2020 © tradotto da Elnatan Rodrigues per Ministério Reformai https://reformai.com/credo-apostolico-historia-e-autoridade

Traduzione italiana Paini Alessia @FedeRiformata.com

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