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Il significato dell'amore

È virtualmente impossibile esagerare l’importanza dell’amore. Niente è più fondamentale per la vera spiritualità di questa singola virtù. Niente è più centrale per la vita cristiana. Al cuore stesso dell’autentico discepolato c’è l’amore. Senza l’amore, non siamo nulla. Quando fu chiesto a Gesù, “«Maestro, qual è, nella legge, il gran comandamento?»” (Mt 22.36), rispose, “Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente” (Mt 22.37). Cristo, poi, aggiunse un secondo comandamento, che dipende direttamente dal primo: “Ama il tuo prossimo come te stesso” (Mt 22.39). Inoltre, Gesù affermò che il nostro amore l’uno per l’altro è la caratteristica distintiva del discepolato (Gv 13.35). L’apostolo Paolo continuò il discorso affermando che un tale amore è compimento della Legge (Ga 5.14). Ovvero, l’amore soddisfa ogni esigenza del modello divino. È un debito che non potrà mai essere ripagato, quindi dev’essere dato continuamente (Ro 13.8). Nella vita cristiana, l’amore non è una questione secondaria, ma sempre primaria. Non è mai un accessorio. È fondamentale.


La chiesa di Corinto

Tragicamente, fu proprio in questo aspetto che la chiesa di Corinto si dimostrò mancante. In apparenza, i cristiani di Corinto avevano tutto ciò che si potesse desiderare: insegnamenti saldi, un’elevata conoscenza, talenti profondi, un’adorazione dinamica. Ciononostante, c’era un aspetto nel quale questa chiesa primitiva era chiaramente mancante: l’amore. Avevano tutto, tranne l’amore. Dunque, in realtà, non avevano nulla.


Questo problema di fondo della chiesa di Corinto era dovuto principalmente al loro orgoglio. Erano egocentrici, sotto tutti i punti di vista. Dunque, davano indebito rilievo ad alcuni doni spirituali mentre, allo stesso tempo, svalutavano la virtù più importante. In particolare, i Corinzi esaltavano i doni dell’oratoria, come la predicazione e l’insegnamento, esortavano i credenti a profetizzare e a parlare in lingue, e ritenevano preziose la conoscenza e l’apprendimento. Preferivano i doni più evidenti, quelli che assecondavano le loro emozioni e soddisfacevano la loro carne.


Non sto dicendo che ci sia qualcosa di inerentemente sbagliato in questi doni. Dopotutto, erano doni dati dal Dio pieno di grazia. Nella chiesa di Corinto, tuttavia, quei doni non servivano più come mezzi di grazia con scopi elevati. Erano diventati il fine, piuttosto che il mezzo. Affrontando la loro arroganza, Paolo scrisse 1Corinzi 13, un profondo passaggio della Scrittura che sottolinea enfaticamente la priorità dovuta all’amore. Agli occhi dell’apostolo, l’amore è tanto fondamentale per la fede cristiana che senza di esso non si ha assolutamente nulla.


L’amore cristiano

Nel trattare il tema dell’amore, Paolo sottolineò che l’amore è il dare sé stessi in sacrificio, cercando il bene massimo per il prossimo. Con queste parole, l’apostolo stava mettendo in rilievo il fatto che l’amore genuino richiede un sacrificio costoso. La Bibbia dice, “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio” (Gv 3.16, enfasi dell’autore). Poiché Dio ha amato, ha dato ciò che aveva di più prezioso. In breve, non esiste amore senza sacrificio. Il vero amore ha un costo.


Questo contrasta gli altri tipi di amore che conosciamo. Ad esempio, conosciamo quell’amore che si riflette in un’attrazione romantica o sessuale. Esiste anche quell’amore fraterno che sperimentiamo tra amici. Tuttavia, l’amore cristiano va oltre a tutto questo. È un amore simile a quello di Dio: sovrannaturale, prodotto dallo Spirito. Un amore così autentico non è una mera, superficiale emozione sentimentale. Al contrario: questo tipo di amore scorre molto più in profondità, essendo profondamente radicato e fermamente fondato sulla volontà.


Questo amore disinteressato è la scelta volontaria di porre il benessere altrui prima del nostro interesse personale. Questo tipo di amore è più interessato a dare che a ricevere. In altre parole, non è diretto solamente a coloro che sono facili da amare. Ad esempio, Gesù disse che anche i non credenti amano quelli che li amano. Il vero amore cristiano si estende anche a coloro che ci sfidano ad amarli, e perfino ai nostri nemici.


L’inno all’amore

Tenendo questo in mente, Paolo scrisse i primi tre versi del suo “inno all’amore” in prima persona. Nell’inno, usa la modestia per comunicare il suo punto essenziale a quei credenti orgogliosi. Paolo si rende il punto focale in modo da rivelare al meglio il loro bisogno d’amore. Facendo questo, dimostra proprio quell’amore al quale sta dando la priorità.


1. Le parole senza l’amore non sono nulla.

Per prima cosa, Paolo afferma che le parole, senza amore, non sono nulla. I credenti di Corinto esaltavano l’eloquenza degli oratori. Atene, l’iconica città al centro del pensiero filosofico greco, si trovava a poco più di settanta chilometri da Corinto, ed esercitava un’influenza culturale tale da spingere anche i Corinti a dare grande valore ai talenti retorici dei loro oratori. Ponevano gli oratori del mondo greco su dei piedistalli. Questi persuasori dalle lingue dorate erano le proverbiali “rock star” del tempo.


Inoltre, i cristiani di Corinto stimavano molto il dono spirituale delle lingue. Cercavano quell’atmosfera carica ed emotiva che accompagnava le espressioni estatiche. Si sentivano elettrizzati dalle espressioni ad alto voltaggio in lingua. Tuttavia, il costo di tutto questo era estremamente alto. A causa di questa profonda infatuazione, sminuivano l’importanza di quell’amore che consideravano troppo quotidiano, semplice, insapore.


Paolo contrastò enfaticamente quell’idea. Scrisse, “ Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei un rame risonante o uno squillante cembalo” (1Co 13.1). Qui, l’apostolo utilizza un’iperbole. Usando sé stesso come esempio, afferma che, indipendentemente da quanto parli bene, perfino in lingue celesti, angeliche, senza amore non sarebbe altro che una rumorosa cacofonia. Potrebbe predicare i più grandi sermoni, insegnare le più profonde lezioni, offrire il più saggio consiglio, dare la più forte testimonianza; senza amore, tuttavia, le sue parole sarebbero vuote. Tutto suono, niente sostanza. Tutta retorica, niente realtà. Non sarebbero altro che aria calda.


2. La conoscenza senza amore non è nulla.

Paolo afferma che anche la conoscenza, senza amore, non è nulla: “Se avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza… ma non avessi amore, non sarei nulla” (1Co 13.2). L’apostolo, ancora una volta, usa il linguaggio iperbolico per attirare l’attenzione delle loro menti arroganti. È come se Paolo affermasse, “Anche se avessi il dono spirituale della profezia, anche se conoscessi ogni mistero del proposito eterno di Dio, anche se conoscessi il futuro, anche se conoscessi ogni cosa conoscibile al mondo; anche con tutte queste conoscenze, non avrei alcun valore se non avessi amore.” In altre parole, Paolo spiega che, in quelle condizioni, non è altro che uno zero spiritale: un talentuoso, applauditissimo nulla.


3. La fede senza amore non è nulla.

Paolo continua, “Se avessi… tutta la fede in modo da spostare i monti, ma non avessi amore, non sarei nulla” (1Co 13.2). Una fede che muove le montagne indica una grande fiducia in Dio, l’abilità di credere in Lui anche di fronte a enormi difficoltà (Mt 17.20). Avere una fede tale significa confidare in Dio in modo incrollabile, irremovibile. Eppure, Paolo, anche con una fede così, senza amore non è nulla. Senza amore è spiritualmente inutile, e la Sua fiducia in Dio, insensata.


4. Il sacrificio senza amore non è nulla.

Paolo aggiunge, “Se distribuissi tutti i miei beni… e non avessi amore, non mi gioverebbe a niente” (1Co 13.3). L’apostolo, ora, spinge il suo ragionamento ancora oltre. Se desse via tutti i suoi beni per sfamare i bisognosi ma non avesse amore, cosa ne sarebbe di lui? In un’auto-condanna, dichiara che senza amore continuerebbe a non essere nulla.


Consideriamo, ad esempio, i farisei. Frequentavano le sinagoghe e si fermavano agli angoli delle strade. Suonavano le loro trombe e davano l’elemosina ai poveri. Eppure, cosa ne guadagnarono? Gesù disse loro che avevano già ricevuto tutta la loro ricompensa, l’onore degli uomini. La loro religione era facile da comprare ma difficile da rivendere, e il loro valore spirituale era nullo.


5. Il martirio senza amore non è nulla.

Paolo spinge il suo punto fino al limite. Immagina, “Se dessi il mio corpo a essere arso, e non avessi amore, non mi gioverebbe a niente” (1Co 13.3). L’apostolo fa questo ragionamento: se facesse il sacrificio ultimo e accettasse di essere messo al rogo (presumibilmente nel nome di Cristo) ma lo facesse senza amore, non sarebbe nulla. Da uno a dieci, Paolo sarebbe uno zero. Il suo sacrificio porterebbe a tanto dolore, ma non avrebbe alcun effetto. Con un appassionato discernimento, l’apostolo fa i conti e fa il calcolo finale: qualsiasi cosa moltiplicata per zero fa zero.


I Corinzi avevano un disperato bisogno di sentire questa verità. Senza amore, nient’altro conta, non la parlata, non la conoscenza, né alcuna attività religiosa. Nemmeno il martirio ha alcuna conseguenza. Al di fuori dell’amore, il cristianesimo autentico afferma che non ci sia nulla che conti.


Il significato dell’amore

È questo il significato dell’amore di cui parla Paolo. Senza amore, nessuno è qualcuno. Chiunque sia preso solo da sé stesso non vale molto. Togliendo l’amore da qualsiasi ricerca spirituale, essa non porterà a nulla. Nemmeno il talento ha alcun valore senza amore altruista.


Una domanda sorge spontanea: dove possiamo trovare un amore così genuino?

Esiste una sola fonte: l’amore che è frutto dello Spirito. L’amore genuino è prodotto in coloro che dimorano in Cristo. È un amore che viene da Dio, e che appartiene a coloro che camminano nello Spirito (Ga 5.16-24). È lì che troviamo l’amore per le nostre vite. Quindi, guardiamo sempre a Cristo, il modello supremo di amore altruista e sacrificale (Gv 13.12-17). Troviamo riposo nel Suo amore infinito nei nostri confronti. Più Lo amiamo, e più ameremo gli altri.


Rev. Steven Lawson

Fondatore e presidente del ministero OnePassion di Dallas. Insegnante presso il Ministero Ligonier, professore di predicazione e preside presso il Master’s Seminary. Autore di numerose opere, come The Moment of Truth.


Articolo originale: Love's Significance, copyright year 2023 by Steven Lawson, Ligonier Ministries. Used by permission. Tradotto con permesso.



Traduzione italiana Paini Alessia @FedeRiformata.com

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