Ireneo di Lione


Ireneo nacque attorno al 130 d.C., e crebbe in Asia Minore, sotto il ministero di Policarpo a Esmirna, che era stato discepolo dell’apostolo Giovanni, in accordo con la tradizione cristiana. Ireneo, greco di nascita e figlio di credenti nel Signore, riporta nelle sue memorie di aver seguito gli insegnamenti di Policarpo, e di aver ascoltato i racconti degli apostoli riguardo alla vita di Gesù. Queste esperienze non fecero che rafforzare la Sua convinzione della natura apostolica della fede cristiana.

Ireneo fu consacrato dallo stesso Policarpo, che lo inviò in Gallia, l’attuale Francia, dove c’era una grande popolazione di cristiani provenienti dall’Oriente. Là, operò al lato di Fotino (il primo vescovo di Lione) che, nel 175 d.C., lo mandò a Roma con l’obiettivo di risolvere problemi dottrinali con degli eretici montani. A Roma, Ireneo fu influenzato anche dagli insegnamenti di Giustino Martire (o Flavio Giustino). Poco tempo dopo, nel 175 d.C., l’imperatore romano Marco Aurelio decretò una terribile persecuzione dei cristiani, nel corso della quale molti fratelli persero la propria vita per amore di Cristo e del Suo Messaggio e la persecuzione raggiunse anche la città di Lione.

Nella regione della Gallia chiamata Lugdunum (che oggi è la città di Lione), Ireneo divenne successore di Fotino. Ireneo visse tra i celti, lontano dalla raffinatezza e dalla civilizzazione di Roma, e rimpianse l’influenza dei celti barbari su di lui e la sua mancanza di preparazione in retorica. Tuttavia, il cristianesimo ebbe molti frutti in Gallia, tanto che, quando la persecuzione la raggiunse nel 177 d.C., molti credenti coraggiosi morirono, e la loro fedele testimonianza si diffuse per tutte le chiese dell’Impero Romano.

Gli scritti di Ireneo rivelano un aspetto significativo del suo ministero apologetico – la difesa della fede contro ai falsi maestri. Due dei suoi scritti sono di grande influenza per tutta la cristianità: il primo è l’opera “Contro le eresie”, che consiste in cinque libri che rifiutano i falsi insegnamenti di Valentino, Marziano e altri. Ireneo temeva un futuro pericoloso per il cristianesimo, se fosse stato macchiato dalle incontenibili sette sotto a questi falsi maestri. Pertanto, si ripropose di difendere la fede cristiana stabilendo una chiesa unificata sotto l’insegnamento degli apostoli. L’altro scritto fu “Dimostrazione della predicazione apostolica”, ovvero un riassunto della fede cristiana tratto dalle Scritture.

L’ultimo sguardo alla vita di Ireneo si trova nella sua lettera a Vittore, vescovo di Roma, nella quale lo incoraggia a non scomunicare le chiese dell’Asia Minore per aver osservato alcune pratiche divergenti associate alla Pasqua. In diversi modi, questa lettera dimostra la preoccupazione di Ireneo per l’unità della chiesa, fondata non su temi secondari, ma sulle fondamenta della fede.

In accordo con la tradizione, Ireneo fu martirizzato per la sua fede nel 200 d.C.. Nonostante Ireneo si fosse lamentato della propria mancanza di preparazione e abilità come professore, il suo operato ha continuato a modellare la comprensione cristiana delle Scritture e della chiesa per molti secoli, tanto che la sua influenza permane tutt’ora.

Articolo originale: Ministero Reformai, ©2020. Link all’originale: https://reformai.com/biografia-irineu-de-lyon/

Traduzione italiana Paini Alessia @FedeRiformata.com

Per l’utilizzo degli articoli del nostro sito incoraggiamo i link diretti alla pagina originale. In caso di copia e incolla, per favore, scrivete il sito di provenienza.

31 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti